DA DOMANI A CONVEGNO I 45 CAPPELLANI DELLA POLIZIA DI STATO

” “”Cosa significa e cosa comporta per un cappellano ‘la polizia di prossimità’?”.  A tale interrogativo è dedicato il decimo convegno nazionale dei cappellani della polizia di Stato sul tema “Chi è il mio prossimo?”, che si svolgerà a Roma da domani fino al 10 ottobre. L’annuale convegno quest’anno celebra il decimo anniversario della firma dell’intesa fra ministero dell’Interno e Conferenza episcopale italiana (D.p.r. del 17/01/1991, n.92), con cui si ottempera “l’impegno di offrire l’assistenza spirituale al personale della polizia di Stato”. L’obiettivo dell’incontro, pertanto, è di “indirizzare – afferma mons. Giuseppe Saia, cappellano coordinatore nazionale – il lavoro dei cappellani a cogliere gli aspetti positivi di questo primo decennio di esperienza pastorale nella polizia; ma al tempo stesso, di aprirsi alle sollecitazioni ed alle sfide dei prossimi anni, in un settore delicato della vita civile, quale appunto è quello dell’ordine e della sicurezza pubblica”. In questa prospettiva si inserisce la riflessione sulla polizia di prossimità. “Compito del cappellano – spiega mons. Saia – è dare valore evangelico al termine ‘prossimità’. In questo occorre seguire l’operato del buon samaritano, l’unico, secondo il racconto del vangelo, che ha saputo amare il prossimo. ‘Prossimità’ è dunque essere vicini alla gente, cercando di capire le esigenze di ciascuno. Ciò è ancora più impegnativo se si tiene conto che è diffuso tuttora un atteggiamento di distacco nei confronti della polizia di Stato e delle forze dell’ordine”. La riflessione sulla ‘polizia di prossimità’ rappresenta inoltre, conclude mons. Giuseppe Saia, “il primo momento di approfondimento su un aspetto del piano pastorale organico, elaborato lo scorso anno in sintonia con le linee orientative della Chiesa italiana”. Attualmente ci sono 45 cappellani per circa 110.000 persone impegnate nella polizia di Stato.