” “Un rappresentante dell’ambasciata d’Israele in Italia ha consegnato questa mattina all’Abbazia delle Tre Fontane a Roma, la medaglia di Giusto fra le Nazioni alla memoria di Maria Leone Ehrhard, abate delle Tre Fontane durante la seconda guerra mondiale. La medaglia dei Giusti è il più alto riconoscimento attribuito dallo Stato d’Israele a cittadini non ebrei che, a rischio della vita e senza ricevere nulla in cambio, hanno salvato uno o più ebrei dalla persecuzione. L’abate Maria Leone Ehrhard era nato nel 1866 in Alsazia e aveva svolto servizio militare nelle truppe tedesche sotto la cui dominazione si trovava in quel momento la regione. Entrato nel noviziato dei frati trappisti, nel febbraio del 1893 era stato inviato all’Abbazia delle Tre Fontane e ordinato sacerdote l’anno successivo. Nel 1943, dopo la deportazione degli ebrei di Roma del 16 ottobre, padre Ehrhard, che dal 1910 era diventato abate delle Tre Fontane, accolse le persone che rischiavano di essere catturate dalle truppe naziste. Tra queste c’erano Giuseppe Sonnino, Alberto e Fortunata Spizzichino, Angelo, Settimo, Alberto Di Porto ed alcuni appartenenti alla famiglia Benigno. “Il rifugio hanno raccontato al Sir i fratelli Settimo e Alberto di Porto fu trovato da Giuseppe Sonnino, il quale intratteneva prima della guerra contatti commerciali con l’Abbazia fornendo loro i sacchi (Saccheria Sonnino) necessari a contenere i prodotti agricoli venduti sul mercato”. “Circa dieci giorni dopo il 16 ottobre 1943 hanno ricordato i due scampati alla persecuzione nazista fummo accolti dai frati che ci ospitarono facendoci passare per sfollati di Napoli, fuggiti davanti all’avanzata americana che si dirigeva da sud verso Roma”. “Tutte le persone rifugiate hanno precisato i fratelli Di Porto -, sia coloro che si fermarono fino alla Liberazione, sia altri che furono di passaggio per pochi giorni, furono accolti fraternamente dai frati e dall’abate, i quali offrirono loro vitto e rifugio senza chiedere nulla in cambio”. Il 30 novembre del 1944, in segno di riconoscenza, le famiglie Sonnino e Di Porto regalarono all’Abbazia un bassorilievo in marmo rappresentante una Madonna con Bambino e la scritta Emanuel che è tuttora collocato nell’arco di ingresso denominato di Carlo Magno. Sul lato sinistro dello stesso arco, i frati, in accordo con le famiglie Sonnino e Di Porto, fecero collocare una lapide in cui è scritto: “G. Sonnino e Angelo, Settimo e Alberto Di Porto mentre fuggivano la crudele persecuzione nazista degli ebrei, furono salvati per intervento della Madre di Dio in questo luogo. Memori di questo beneficio hanno posto questa lapide”.” “” “