“Carissimi, immagino che cosa stia passando per la vostra testa, pensando a Desirée che forse tante volte avrete incontrata e che qualcuno di voi non ha retto a vederla deturpata dalla violenza e dalla morte. Immagino che cosa stiate pensando di Nicola e dei suoi complici, che per tanto tempo sono stati vostri compagni di scuola, di scorribande in motorino…”. È don Domenico Sigalini, vice assistente generale dell’Azione cattolica, che in margine all’omicidio di Desirée Piovanelli – la ragazza bresciana, scomparsa il 28 settembre scorso e ritrovata morta il 4 ottobre in una cascina vicino casa – ha “pensato” una lettera per Nicola, il 16enne che ha confessato di essere l’autore del delitto, per “gli amici del suo giro che hanno ammazzato Desirée”. Nella lettera, che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir, già disponibile questa sera on line (www.agenziasir.it), Sigalini rivolgendosi agli amici di Nicola scrive: “Quante sciocchezze vi potete essere detti, come capita spesso tra adolescenti, e quante volte avete riconquistato l’uso della ragione, il principio di realtà; quando qualcuno di voi manifestava rabbie incontrollabili, spaccando tutto quello che capitava a tiro, spesso lo avete ammansito con qualche ‘non fare il cretino’, lo avete coperto di fronte agli adulti, che vi paiono insopportabili. Scusate, ma perché non l’avete fatto anche stavolta nei confronti di Nicola e del suo giro? Non vi siete accorti che stavano andando fuori di testa? Non vi siete accorti che non si trattava della solita cotta, del desiderio di stare a guardarsi negli occhi, di sms innocenti, anche se forse ossessivi? Non voglio assolutamente pensare che avevate capito tutto e che avete fatto finta di niente. Se fosse così, le sbarre delle finestre dove è rinchiuso gliele avete preparate voi e l’ultimo sguardo implorante di Desirée cercava proprio il vostro”. Don Domenico Sigalini non tralascia il ruolo educativo degli adulti: “Noi forse non ci siamo voluti accorgere, perché stiamo poco a parlare con voi. Non ci rendiamo conto che vi servono ragioni di vita”. E conclude: “Non lasciate di nuovo solo Nicola, che deve poter chiedere perdono, poter pagare i suoi errori. Desirée la dovete portare nel cuore”.