” “”Il cambiamento culturale nel quale siamo inseriti richiede a noi di saper comprendere le nuove vie che si aprono per il prossimo futuro e quali paradigmi di pensiero e modelli culturali vadano concepiti e progettati affinché la fede possa essere sempre di nuovo sorgente e risposta definitiva di senso”. Ad affermarlo, il card. Camillo Ruini, Gran cancelliere della Pontificia Università Lateranense, inaugurando stamani, alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il nuovo anno accademico nel CCXXX anniversario di fondazione dell’ateneo. “E’ la prima volta ha sottolineato Ruini – che un capo di Stato italiano partecipa all’inaugurazione dell’anno accademico di una Università Pontificia”, segno di “profonda attenzione” per il “mondo della ricerca e della cultura che si ispira alla fede cristiana”, ma anche simbolo, ha aggiunto nella sua prolusione il rettore dell’ateneo, mons. Rino Fisichella, del ruolo “che questo centro di cultura intende assumere” per una rinnovata comunicazione tra “la comunità cristiana come luogo di apertura al trascendente”, lo “Stato come presenza di una responsabilità comune che educa alla libertà e alla responsabilità, la famiglia come luogo privilegiato” di formazione dei futuri cittadini, “per la costruzione di una società fondata sui principi di libertà, rispetto e democrazia”. Nell’attuale orizzonte di profondi mutamenti e di “culture che impongono modelli che illudono, la visione di fede che ci contraddistingue ha proseguito mons. Fisichella impone di assumere a pieno titolo il momento che viviamo” per essere “produttori di pensiero” che guardino “al futuro con occhio vigile” e con la capacità di “cogliere nei fatti presenti i segni e le sfide che possono diventare storia”. Ma lo sguardo dell’Università che conta studenti di 96 diverse nazioni va oltre i confini nazionali: “Un impegno profondo ha detto ancora il rettore lo vogliamo immettere nella costruzione dell’Europa. L’unità piena che è un cammino da perseguire sarà tanto più efficace nella misura in cui saprà mettere al centro la persona e la sua inalienabile dignità. L’Europa porta impresso in sé il sigillo della fede cristiana” e “mantenere viva questa presenza è per tutti noi molto più di un impegno; è, piuttosto, un obbligo”.
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