UNIVERSITÀ CATTOLICA: ORNAGHI, LA “SCARSITÀ DELLE RISORSE” NON PUÒ “DIVENTARE UN FRENO” PER LA RICERCA

” “In un’epoca, come la nostra, in cui “l’unica, autentica forma di leale ed utile competizione, è la concorrenza internazionale”, la “scarsità di risorse” fornite alla ricerca dalle istituzioni politiche “può diventare un freno per le università, o l’alibi per distogliere da una serena e severa riflessione sul rapporto tra il progresso dei saperi e i necessari investimenti, tra lo sviluppo delle ricerche scientifiche e le modalità di acquisizione delle indispensabili risorse”. Lo ha detto Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica, nel discorso inaugurale per l’anno accademico 2002-2003, pronunciato oggi a Milano. Secondo il nuovo rettore dell’ateneo milanese – che succede a Sergio Zaninelli, alla guida della Cattolica fino allo scorso anno accademico – la “funzione storica” dell’università “dipende dalla qualità della ricerca scientifica”, e “sviluppo e qualità della ricerca scientifica costituiscono la condizione essenziale perché si abbia una buona attività di formazione degli studenti”, che per la Cattolica deve tradursi in “un’attività di formazione non surrogabile od omologabile a quella fornita da altri enti”. “Ridisegnare, muovendo dallo sviluppo e dalla qualità della ricerca scientifica, la propria funzione culturale”: questo, secondo Ornaghi, un altro imperativo imprescindibile per la Cattolica, che “nacque e ha continuato ad operare concretamente al servizio della Chiesa italiana” ed “ha sempre saputo svolgere la sua azione a vantaggio e per il bene dell’intera società italiana, di tutto il Paese”. In questa prospettiva, ha aggiunto il rettore, “la nostra università è e sempre dovrà essere, per il cattolicesimo italiano, il principale e il più innovativo cantiere” del “progetto culturale” portato avanti dalla Cei fin dal Convegno di Palermo (1995), soprattutto per operare “una nuova sintesi tra fede e vita, tra Vangelo e realtà della storia in cui ognuno per la sua parte siamo immersi”. Tutto ciò, ha concluso Ornaghi, anche per contribuire con “nuove idee, nuove modalità di azione, nuove opere” a “quell’antropologia e quell’umanesimo che, con le loro profonde radici cristiane, costituiscono il corredo genetico e il sigillo dell’Europa e dell’Occidente”.
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