” “Un appello alle autorità civili regionali e nazionali “per sostenere quanti si battono per il diritto alla salute e alla vita, contro il degrado ambientale e sociale” è venuto nei giorni scorsi da mons. Giovanni Rinaldi, vescovo di Acerra, e mons. Beniamino Depalma, vescovo di Nola. Di fronte “al permanente stato di degrado ambientale – scrivono i vescovi – in cui versa l’area di Acerra e Nola, che ha prodotto gravi e documentati danni alla salute degli abitanti e alla scelta di concentrare in questa stessa area più impianti di smaltimento di rifiuti (a Tufino, a Caivano, a Giugliano, a S. Maria la Fossa) e l’inceneritore più grande d’Europa (ad Acerra)”, è necessario “sostenere quanti si battono per il diritto alla salute e alla vita”. Per questo, continuano mons. Rinaldi e mons. Depalma, “richiamiamo alle autorità civili la Dichiarazione conclusiva della Conferenza delle Nazioni unite per l’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro, nella quale si dice che gli esseri umani hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con l’ambiente”. Inoltre, “segnaliamo il crescente stato di tensione presente tra i cittadini per una scelta imposta dall’alto ed invitiamo, perciò, a recepire le istanze della popolazione di riconsiderare la decisione di realizzare l’inceneritore in un’area già compromessa dal punto di vista ambientale”. I vescovi, infine, chiedono “la promozione di un’opera di risanamento e di bonifica, perseguendo una politica di riduzione, di riciclaggio e di raccolta differenziata dei rifiuti”. Intanto il Comitato contro l’inceneritore ad Acerra, cui hanno aderito diverse associazioni locali, invita alla “mobilitazione civile”, promuovendo “iniziative per restituire alla città e al territorio circostante gli spazi destinati all’inceneritore”.