” “”Ciò che serve non sono gli spettacoli con Dario Fo o Beppe Grillo, le raccomandazioni agli italiani di comprare auto Fiat oppure le minacce di qualche parlamentare di non votare la finanziaria se il governo non fosse riuscito a fermare la Fiat. Ciò che serve è assunzione di responsabilità e gioco a carte scoperte”. È quanto scrive Stefano Fontana, direttore della rivista “La Società”, in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir (disponibile questa sera on line su old.agensir.it) circa lo stato di crisi della Fiat. Secondo Fontana la situazione attuale “suscita delle perplessità. Prima di tutto il piano di rilancio. E’ validamente concepito? I nuovi modelli preventivati per il 2003 sono tali da conquistare veramente nuovi mercati? L’impressione è che si tratta di modelli che in qualche modo nascono già vecchi e che rincorrano il mercato senza minimamente porsi il problema di anticiparlo. La seconda perplessità riguarda la lentezza con cui la Fiat utilizza il grande patrimonio del marchio Ferrari per la produzione di successo di auto di categoria alta. La terza perplessità si riferisce al dire le cose a spezzoni. Dapprima si è chiesta la cassa integrazione che, come si sa, è condizionata al reintegro dei lavoratori nel posto di lavoro dopo un certo periodo. Ora, invece, si dice che almeno il cinquanta per cento dei cassintegrati non ritornerà a lavorare”. Inoltre, osserva Fontana, “la Fiat non ha ancora soddisfatto due curiosità dell’opinione pubblica: perché non vengono chiusi stabilimenti all’estero? Perché i perdenti posto non sono assunti dall’intero gruppo e riconvertiti in altre società? Molti istituti bancari, che a causa delle fusioni in atto, devono fare i conti con molti esuberi, stanno facendo proprio questo”.
” “”Il 25 novembre – conclude Fontana -, giorno in cui scade il termine previsto dalla procedura di cassa integrazione, è ormai vicino. E’ necessario uno sforzo in più da parte di tutti, come ha fatto capire il presidente Ciampi, che ha incontrato gli operai Fiat di Arese, proprio pensando a quelle famiglie in grande difficoltà”.