” “”Il dialogo ha spiegato mons. Fitzgerald non è animato da uno spirito lassista, non è l’accettazione di un apartheid spirituale, di una semplice coesistenza pacifica. Si tratta piuttosto di un viaggio di reciproca scoperta, o meglio di un comune pellegrinaggio”. Dialogo e annuncio sono elementi della stessa missione della Chiesa. “Si completano l’uno con l’altro. Il dialogo ha spiegato mons. Fitzgerald – promuove una migliore conoscenza e comunicazione fra persone di diverse appartenenze religiose” e “può aiutare ad eliminare, quantomeno a ridurre, pregiudizi, esclusivismi ed intolleranze”. “Siamo consapevoli ha concluso il rappresentante vaticano – che il cammino che abbiamo da percorrere non è privo di difficoltà. Il momento storico che stiamo vivendo alle volte ci può far dubitare dell’efficacia e dell’utilità del dialogo interreligioso. Io credo che sia invece sempre più necessario percorrere la strada del dialogo che alle volte è veramente l’unica che si può praticare”.
” “Un invito alla serietà è stato lanciato questa mattina anche da mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. “Conoscenza, conoscenza, conoscenza”, ha detto. “E’ un imperativo assoluto. L’antidoto alla intolleranza è la conoscenza”. Tra i dieci punti conclusivi proposti, mons. Chiaretti ha anche rilanciato lo “Spirito di Assisi” che è ha detto una spiritualità ed uno stile di rapporti improtati sul “coraggio e l’umitltà, sulla pazienza dei tempi lunghi, sulla chierezza di identità e sulla seria conoscenza, per non combinare ‘pasticci interreligiosi’, accanto alle marmellate ecumeniche, in una parola: per non cadere in sincretismi di vario genere”.