IL PAPA A MONTECITORIO: IL SALUTO DI CASINI E PERA

” “La visita del Pontefice a Montecitorio “non fa che rendere ancora più lontano e sfocato nel tempo il ricordo delle fratture che si consumarono e che sono state poi ricomposte e definitivamente superate”. Con queste parole, oggi, il presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini ha salutato la visita Giovanni Paolo II al Parlamento italiano, la prima di un Pontefice dopo un secolo e mezzo di storia italiana.
” “”Oggi il rispetto profondo che contraddistingue le due istituzioni – ha detto Casini – permette di esprimere con responsabilità principi di autonomia che sono patrimonio di tutti”. “Nel Parlamento – ha proseguito – è rappresentato in modo pluralistico il popolo italiano, con le sue diverse convinzioni politiche e religiose. Ma so di interpretare i sentimenti dell’intera assemblea se dico che tutti guardano alla Sua persona con ammirazione e riconoscenza”. “Il suo elevato Magistero ci richiama infatti alla nobiltà della politica, a ritrovare la parte migliore di noi stessi per metterla al servizio della comunità nazionale”. Casini ha inoltre ricordato il contributo del Papa “al faticoso ma esaltante lavoro di costruzione dell’Europa”. “Consideriamo con grande rispetto le parole che Ella ha più volte pronunciato sulla necessità di preservare la matrice spirituale dell’Europa e dei popoli europei, un’anima che è essenzialmente cristiana, anche per chi cristiano non è”.
” “A sottolineare l’identità dei valori fondamentali tra laici e cattolici è stato il Presidente del Senato, Marcello Pera, che nel suo saluto al Pontefice ha ricordato come “i valori di umanità, fraternità, solidarietà, carità, giustizia i credenti li basano sulla Rivelazione, e i laici non credenti li giustificano invece con la ragione o la cultura. Ma gli uni e gli altri su questi stessi valori fondano oggi gli stessi diritti”. “Quello stesso libero confronto che in questo Parlamento è garantito a tutti ci fa apprezzare anche i valori dell’autonomia della politica e della laicità delle istituzioni democratiche”. Ed è proprio l’autonomia della politica e della laicità, per il Presidente del Senato “la garanzia migliore per dare a Dio ciò che ciascuno ritiene doveroso dargli nella sfera della propria coscienza”. “Anche questi principi – ha concluso – li consideriamo eredità del Cristianesimo”.