IL PAPA A MONTECITORIO: NO AD UN’EUROPA SOLO “CONSUMISTICA”, IL RUOLO DELL’ITALIA NELLA “CASA COMUNE”

” “”Un’Italia fiduciosa di sé e internamente coesa costituisce una grande ricchezza per le altre nazioni d’Europa e del mondo”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso pronunciato oggi a Montecitorio ha invitato a “stare in guardia” da una visione dell’Europa “che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito”. “Se si vuole dare durevole stabilità alla nuova unità europea – ha proseguito il Pontefice – , è necessario impegnarsi perché essa poggi su quei fondamenti etici che ne furono un tempo alla base, facendo al tempo stesso spazio alla ricchezza e alla diversità delle culture e delle tradizioni che caratterizzano le singole nazioni”. “Nel momento in cui si stanno definendo i profili istituzionali dell’Unione Europea e sembra ormai alle porte il suo allargamento a molti Paesi dell’Europa centro-orientale, quasi a suggellare il superamento di una innaturale divisione”, il Papa si è dichiarato fiducioso che, “anche per merito dell’Italia, alle nuove fondamenta della ‘casa comune europea non manchi il ‘cemento’ di quella straordinaria eredità religiosa, culturale e civile che ha reso grande l’Europa nei secoli”. “L’identità sociale e culturale dell’Italia e la missione di civiltà che essa ha adempiuto e adempie in Europa – ha detto, infatti, Giovanni Paolo II nella prima parte del suo discorso – ben difficilmente si potrebbero comprendere al di fuori di quella linfa vitale che è stato il cristianesimo”. “Profondo è il legame esistente fra la Santa Sede e l’Italia!”, ha esclamato il Pontefice, ricordando l’ “opera di avvicinamento e di collaborazione” tra Stato e Chiesa a cui, nel rispetto della reciproca indipendenza e autonomia”, hanno “molto contribuito i grandi Papi che l’Italia ha dato alla Chiesa ed al mondo nel secolo scorso”, da Pio XI a Giovanni Paolo II. Per affrontare “con lucidità” i problemi attuali e “spingere lo sguardo verso il futuro”, ha concluso il Papa, occorre “una convinta e meditata fiducia nel patrimonio di virtù e di valori trasmesso dagli avi”, a partire dalla “straordinaria esperienza giuridica” della Roma pagana, che implica l’impegno “di continuare ad offrire al mondo il fondamentale messaggio secondo cui, al centro di ogni giusto ordine civile, deve esservi il rispetto per l’uomo, per la sua dignità e per i suoi inalienabili diritti”.