MATRICIDIO DI POZZUOLI: IL VESCOVO, MONS. PADOIN, VITTIME DEL “DRAMMA DELLA DISOCCUPAZIONE”

” “”La famiglia è in profonda crisi, i rapporti tra i coniugi e tra genitori e figli sono spesso tesi, i valori vengono meno. Accanto a questa realtà, si aggiunge al Sud ed a Pozzuoli, in particolare, il dramma della disoccupazione”. È il commento di mons. Silvio Padoin, vescovo di Pozzuoli, alla tragedia consumatasi nei giorni scorsi nel quartiere popolare del Parco San Paolo a Fuorigrotta (diocesi di Pozzuoli): un uomo, ex studente di ingegneria, ha ucciso la madre a coltellate e ferito gravemente il padre. Motivo del gesto: il licenziamento del giovane. Da qui, probabilmente, lo screzio con i genitori. “È ora – afferma mons. Padoin – di aiutare i giovani ad uscire dalla piaga della disoccupazione che li mortifica. Se a ciò si aggiunge che la nostra terra è ‘dissestata’ anche dalla camorra e dalla droga, si capisce come tutto ciò crei precarietà”. Il vescovo di Pozzuoli denuncia quindi la “morbosità” che i media, alle volte, suscitano negli assassini: “Stiamo attenti a non creare, attraverso i media, una scuola di cattiveria e di delitti. Quando si parla tanto sui giornali o si trasmettono continuamente in televisione i particolari di questo o di quell’altro efferato omicidio, si mostra solo il negativo della vita, mettendo da parte o addirittura alla berlina i valori morali e cristiani. E nei più deboli, di fronte ad un momento di crisi e di conflitto, scatta un desiderio di emulazione nel male. Perché piuttosto non parliamo del tanto bene che si compie? Del volontariato, ad esempio? I media hanno una grande responsabilità nella costruzione di una società serena”. Per questo, conclude il vescovo, “se non vogliamo piangere altre tragedie, dobbiamo fare qualcosa di più, soprattutto per i nostri giovani, e diffondere e moltiplicare il bene”.