” “Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana. Rilancia, il Papa. Rilancia secondo il suo stile, con grande chiarezza e con straordinaria apertura. Certo ci sono i temi concreti, che sono anche scelte legislative: Giovanni Paolo II li ricorda con impeccabile determinazione. Ma il cuore del discorso al Parlamento Italiano sta proprio nel legame forte che afferma tra l’identità cristiana e il “contributo che l’Italia può dare agli sviluppi della civiltà umana”.
” “Centra così uno dei temi cruciali, l’incertezza del futuro, ma anche la necessità di rispondere a questa condizione, che è quella della post-modernità, dell’accelerazione dei processi determinata dal sistema della comunicazione e del consumo globalizzati, con un dinamismo nuovo.
” “E’ la condizione dell’Italia, è la condizione dell’Europa. Speculare alle parole di “convinta e meditata fiducia” sulla possibilità che si inneschi da parte dell’Italia un dinamismo positivo proprio di fronte agli sviluppi di civiltà, ci sono le parole rivolte all’Europa. Giovanni Paolo II oggi è una forse l’unica delle personalità della scena mondiale, in grado di dire senza retorica le grandi parole di cui l’umanità ha oggi tanto bisogno. E’ un filo rosso di venticinque anni: “Europa, all’inizio di un nuovo millennio, apri ancora le tue porte a Cristo!”.
” “Punto essenziali di questo dinamismo è la “verità sull’uomo”, su cui ribadisce parole chiare. E’ uno dei fondamenti della dottrina sociale, ma anche dell’incontro e nel dialogo, del confronto, con tutti. Ogni confronto per essere costrittivo presuppone identità e nello stesso tempo apertura e disponibilità all’ascolto. Di qui il monito, fermo e sincero, che la democrazia è comunque sottoposta a tensioni, la più grave delle quali deriva dal relativismo etico: la consumazione dei valori fondamentali apre alla decadenza verso forme di “totalitarismo aperto oppure subdolo”. Sono le parole dell’enciclica Centesimus Annus, sono un monito per tutti. Ed uno stimolo all’impegno.
” “In questo senso il Papa, venendo a Montecitorio, si pone ancora una volta a servizio di questo paese, di cui ricorda la complessa realtà, fatta di un vivace pluralismo di soggetti istituzionali, sociali e locali, che per svilupparsi deve trovare e continuamente riaffermare le ragioni della coesione, e della solidarietà.
” “Aveva bisogno il parlamento, aveva bisogno la politica, aveva bisogno il Paese nel suo complesso, di questo momento alto di incontro, di dialogo. Per rinnovare la fiducia, per trovare orizzonti condivisi, prima e nonostante le divisioni. Perché i problemi ci sono, e sono tanti, anche nell’orizzonte internazionale che il Papa ha puntualmente richiamato. Ma ci sono anche grandi spazi per nuovi “sviluppi della civiltà”. Urgono allora risposte ed esempi concreti.