“Di fronte alla drammatica situazione che si va prospettando per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese, per gli operai, per le loro famiglie e per tutto l’indotto, sento il bisogno di rinnovare e confermare la solidarietà che già in modo collegiale tutti i Vescovi della Sicilia hanno espresso”: sono le parole che aprono la dichiarazione stampa di mons. Giovanni Marra, arcivescovo di Messina, mentre sono in corso le manifestazioni di centinaia di lavoratori Fiat di Termini Imerese convenuti nel capoluogo siciliano dove stanno bloccando le comunicazioni sullo Stretto. Mons. Marra ricorda che i vescovi siciliani hanno già nei giorni scorsi “sollecitato i responsabili della Fiat stessa e dei Governi regionale e nazionale per trovare le giuste soluzioni che garantiscano il posto di lavoro”. La situazione di blocco delle comunicazioni marittime, ferroviarie e automobilistiche secondo l’arcivescovo messinese va collocata nel clima di grande tensione che si respira sull’isola: “Pur nel disagio che le iniziative di protesta degli operai oggi hanno promosso in Messina, come in altri centri della Sicilia, esprimo comprensione ed auspico che esse possano servire a sollecitare quegli interventi capaci di assicurare serenità a quanti paventano la perdita del posto di lavoro e dare speranza per il loro futuro e quello dei loro figli”. Il vescovo si dice inoltre sorpreso “che da ormai oltre un mese, da quando la Fiat ha reso noto il piano industriale che colpisce più di ogni altra azienda quella di Termini” di fatto “non si siano aperti spiragli concreti di soluzione del grave problema” che riguarda non solo i lavoratori “ma, in ultima analisi, l’economia e lo sviluppo di tutta la Sicilia”. Mons. Marra conclude il messaggio con queste parole: “Prego il Signore che la legittima protesta degli operai rimanga entro i confini del pacifico ordinamento civile e che l’invito del Papa, proprio ieri rivolto al Parlamento Italiano, per richiamare ‘la costante sollecitudine delle pubbliche istituzioni’ ad affrontare con impegno la crisi dell’occupazione, possa essere accolto”. Oltre alla clamorosa manifestazione dei lavoratori siciliani, si registra in tutta Italia una partecipazione elevata dei metalmeccanici allo sciopero sindacale di sostegno ai dipendenti Fiat, con percentuali che, specie nelle aziende del gruppo o dell’indotto secondo le varie regioni oscillano dal 50 fino al 90%.