” “”La proposta di agire in due tempi può essere utile, in quanto unisce concretezza, sincera solidarietà con le persone in disagio e rispetto per le leggi dell’economia”. È quanto scrive Stefano Fontana, esperto in dottrina sociale della Chiesa, in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir, a commento della “proposta” avanzata ieri sera dal card. Camillo Runi, aprendo i lavori della 50ª Assemblea generale della Cei, in riferimento allo stato di crisi della Fiat. “Il cardinale – afferma Fontana – ha come suggerito un intervento in due tempi: uno immediato per salvare l’occupazione ed uno a medio e a lungo termine per far sì che l”angoscioso problema’ trovi una risposta adeguata, garantita dal mercato e non da interventi tampone dovuti all’emergenza”. Secondo Fontana, “in questo modo si potrebbe superare la distanza oggi esistente tra il piano Fiat, che ragiona in termini di lungo periodo e che proprio per questo soddisfa gli azionisti e le banche creditrici ma non i cassintegrati, e le pressioni dei diretti interessati e del sindacato che invece premono per interventi garantisti immediati a partire dalla sospensione della cassa integrazione”. Stefano Fontana sottolinea inoltre che “per realizzare il piano in due tempi c’è bisogno ‘dell’impegno convergente’ di tutti. C’è bisogno di realismo e concretezza e, soprattutto, di autentico interesse per la situazione drammatica di tante famiglie”. Purtroppo “manca ancora la concretezza di indicare soluzioni praticabili. Ne sono sintomo le notizie altalenanti, il parlare molto e fare poco, le polemiche e il tempo che inesorabilmente passa mentre si avvicina il 2 dicembre, quando scatterà la cassa integrazione”. Un invito a tutte “le forze imprenditoriali, sociali e politiche ad assumersi le loro responsabilità per una politica di risanamento” è venuto ieri anche dal Centro italiano femminile (Cif), che con un messaggio ha manifestato la sua “vicinanza alle famiglie dei dipendenti Fiat di Termini Imerese”.