UNA LETTERA DELLA PARROCCHIA DI SAZZO RICORDA CINZIA ED ALICE NEGRINI, MORTE TRAVOLTE DAL FIUME ADDA

” “”Carissime Cinzia e Alice, siete passate nelle nostra vita come due raggi di luce intensa ma troppo breve. Siamo stati bene con voi. La vostra vita è stata un dono stupendo, la vostra amicizia ricolma di sentimenti umani e cristiani”. Comincia così la lettera che don Samuele Fogliada, parroco di Sazzo (So) ha scritto, insieme ai catechisti ed al consiglio pastorale, ai familiari di Cinzia e Alice Negrini, madre e figlia morte, travolte dal fiume Adda, durante l’alluvione che sabato 16 novembre, ha colpito la provincia di Sondrio.
” “”Sono incisi nel nostro cuore – si legge nella lettera – i vostri volti, i vostri sorrisi; ritorna a noi, come consolazione, la passione che ci avete testimoniato, la vostra costante partecipazione alla vita parrocchiale. Le ore di catechismo, l’animazione dell’oratorio, i grest, il canto, la programmazione della pastorale, sono stati momenti di autentica condivisione di un semplice cammino di fede di una comunità ferita profondamente, che piange per la vostra violenta partenza per l’eternità”. “La frana che vi ha portato via da noi – prosegue il testo – è scesa nel cuore di tutti e lascia una ferita, dalla quale, ancora per tanto tempo, effonderà lacrime di affetto e riconoscenza per voi. Siamo andati a confortare il vostro Francesco, e, appeso ad una parete di casa, abbiamo letto su di un semplice foglio di carta, una piccola frase scritta da Alice: ‘Io amo Gesù, è bellissimo amare Dio’. Parole che ora desideriamo scrivere dentro di noi, che terremo come vostro testamento. Saranno le parole dalle quali cercheremo di far ripartire il nostro cammino, nel quale voi non sarete assenti”. “Ci sentiamo impotenti e poveri, vorremo avere la forza di ridarvi una vita che vi è stata rubata, ma a questo sicuramente ha già provveduto Colui che qui, su questa terra, avete testimoniato: Gesù risorto e vivo. Grazie Cinzia per la tua testimonianza; grazie Alice per il tuo sorriso e la tua gioia di vivere… Vegliate su questa nostra comunità, perché possiamo essere famiglia che ama il suo Signore”.