FAMIGLIA: CARD. RUINI, LA CRISI DEMOGRAFICA È “LA PIÙ GRAVE” DEL PAESE, NO ALLA “PAURA DEL FUTURO”

” “Esistono “vari livelli” del “declino del sistema-Paese”, ma il più preoccupante per i vescovi italiani è quello della “crisi demografica”, al centro anche del recente discorso del Papa al Parlamento italiano. A ribadirlo è stato il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, nel corso della conferenza stampa di chiusura della 50a Assemblea generale della Cei, svoltasi a Collevalenza. “Perfino gli organi di stampa – ha commentato il cardinale – si stanno rendendo sempre più conto che se non ci sarà un’inversione di tendenza, in un tempo non molto lungo il declino del ‘sistema-Paese’ sarà dovuto proprio alla contrazione delle nascite”. Quello del calo demografico, ha riconosciuto il presidente della Cei, “è un problema non soltanto italiano, ma anche europeo”: i vescovi, dunque, “non nascondono le difficoltà”, ma sanno che “i lamenti servono a poco” e nutrono “un atteggiamento di fiducia verso l’Italia”, in cui esistono possibilità culturali e sociali” che hanno “radici profonde e capillari” e consentono di “trovare vie concrete per uno sviluppo che metta al centro la persona umana”. A patto, però, che gli italiani siano in grado di superare la “paura del futuro”, alla base della scelta del rifiuto di mettere al mondo un figlio. “Se cerchiamo la sicurezza sulla terra – ha detto il cardinale – cerchiamo qualcosa di impossibile. Sulla terra l’uomo deve accettare di vivere una vita insicura, perché sempre sottoposta alle condizioni materiali”, che “possono essere illuminate dalla scienza e dalla tecnica, ma entro certi limiti”. “Voler cercare sicurezza in terra”, per i vescovi, “è sbagliato in partenza: una cittadinanza sicura è qualcosa di impossibile, che nessuno può dare, e chi pretende di darla si illude, magari in perfetta buona fede”. Dal “cercare la sicurezza in questo mondo”, per Ruini, deriva la natura, che “è un dato antropologico fondamentale, ma quando diventa dominante, si trasforma in un fattore radicale di declino di una civiltà”, che “si ripiega su se stessa”. Secondo il presidente della Cei, la “via” per superare la paura, anche quella del figlio, “è la convinzione che nella vita, alla fine, il bene è più forte del male, morale e fisico. La fiducia di fondo nella vita – ha concluso il cardinale – può avere tante motivazioni anche nei non credenti, ma certamente dovrebbe essere l’atteggiamento dei credenti, che credono in un Dio che tiene l’universo nelle sue mani” e rende l’uomo “capace di accettare il rischio della vita”.