” “”Forte perplessità” e “preoccupazione per le conseguenze che questi atti possono determinare” viene espressa oggi dalla Tavola della pace in merito ai provvedimenti recentemente assunti dalla Procura di Cosenza nei confronti di alcuni militanti “no global”. “Non si vuole con ciò delegittimare l’operato della Magistratura afferma il coordinamento con sede a Perugia, al quale aderiscono oltre centocinquanta associazioni, organismi laici, religioni ed enti locali – ma evitare che un clima di sospetto e di pregiudizio distolga l’attenzione dalla domanda di cambiamento che viene da Firenze e renda impossibile un dialogo con movimenti largamente presenti nella società italiana”. La Tavola della pace si dice “perplessa sulle caratteristiche dei reati evocati, sulla genericità delle accuse, sulla gravità dei provvedimenti di restrizione assunti”: “Se ci sono addebiti specifici questi vanno contestati e rapidamente provati. Altrimenti c’è il rischio di provocare un ritorno ad esasperazioni e conflittualità senza sbocchi che possono produrre danni alla democrazia e alimentare la frustrazione delle aspirazioni di cambiamento di tanti cittadini e di tanti giovani”. La Tavola della Pace riafferma “l’assunzione del valore e della pratica della nonviolenza come precondizione di partecipazione a qualsiasi mobilitazione o iniziativa pubblica”: “Questo ci consente di dire che non si possono lanciare accuse generalizzate e colpire, attraverso alcuni singoli, una vasta mobilitazione proprio nel momento in cui Firenze ha dimostrato ancora una volta che si può discutere e mobilitarsi per temi importanti come la pace, la giustizia sociale e la democrazia senza dover ogni volta prefigurare scenari di minacce alle istituzioni o all’ordine pubblico”. E conclude con l’auspicio che “sabato prossimo e nei prossimi giorni, a Cosenza e in tutta Italia, le iniziative programmate sappiano mostrare la loro forza, con maturità e responsabilità, e che questo possa contribuire a ottenere in tempi brevi una giustizia giusta e un clima di maggiore serenità nel Paese”. Stessa perplessità è stata espressa ieri dal Forum permanente del terzo settore.