” “Una rete europea tra istituzioni, forze dell’ordine, media e organismi non governativi per collaborare nella lotta contro la tratta di donne e bambini a scopo di sfruttamento sessuale: è il risultato più visibile del progetto “L’informazione per aumentare la consapevolezza dell’opinione sul traffico di esseri umani” promosso dalla Caritas di Roma e finanziato dalla Commissione europea, in collaborazione con altre organizzazioni in Bulgaria, Estonia, Francia, Lettonia, Romania, Spagna e Svezia. Il progetto ha visto l’organizzazione di seminari in ognuno di questi Paesi e l’elaborazione di una ricerca presentata oggi a Roma in un convegno conclusivo. Secondo stime dell’Onu e dell’Oim (Organizzazione nazionale per le migrazioni), ogni anno circa 700.000 donne e bambini attraversano illegalmente i confini dell’Europa occidentale, di cui 120.000 da Paesi dell’ex Unione sovietica. Il percorso più utilizzato, si legge nella ricerca, “è quello che passa dai Balcani, attraverso Ungheria, Albania e Slovenia”. Esiste inoltre la “rotta orientale” (da Bielorussia e Russia attraverso la Polonia), la “rotta centrale” dai Paese dell’Europa centrale attraverso la Croazia, la Slovenia e l’Austria verso gli altri Paesi dell’Unione) e la “rotta mediterranea o meridionale” dall’Africa fino alla Spagna, al Portogallo, all’Italia e alla Grecia. “Di fronte a questo fenomeno ha detto don Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma è necessaria l’informazione dell’opinione pubblica e la formazione delle coscienze. Bisogna infatti far capire che queste donne non scelgono liberamente ma sfuggono da una situazione di povertà per ritrovarsi in condizioni di schiavitù e di sfruttamento”. Dai seminari locali svolti nei diversi Paesi sono emerse emergenze come il traffico di minori in Lettonia, il diffuso disagio giovanile in Bulgaria, le difficoltà delle organizzazioni ad operare a causa della mancanza di fondi disponibili.