” “I film e i programmi televisivi che toccano temi profondi o che raccontano vite di santi “possono cambiare la vita” di chi “pensa solo in termini materiali” o “arricchire la vita spirituale” di chi è già in ricerca. Lo ha affermato mons. John P.Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, parlando ieri a Ravello durante un convegno sulla spiritualità nel cinema e nella televisione organizzato dalla Rai e destinato ai direttori del servizio pubblico radiotelevisivo. Il Santo Padre, ha detto mons. Foley in una battuta, “ha canonizzato abbastanza santi da fornire tanto materiale agli scrittori e ai drammaturghi”. E per fare un esempio sulle produzioni cinematografiche “che riescono a toccare il cuore” ha citato i temi profondi della vita e della morte affrontati da “La stanza del figlio” di Nanni Moretti e “La vita è bella” di Roberto Benigni. “Un grande dramma può toccarci il cuore ha osservato mons. Foley approfondendo la nostra comprensione e, attraverso la grazia di Dio, cambiando la nostra vita. Le grandi produzioni cinematografiche e televisive non predicano; sono solo l’occasione per tutti di arrivare a comprendere lo scopo della vita e di identificarsi con coloro che stanno cercando di raggiungere la conoscenza di se stessi”. Secondo mons. Foley come “la bellezza della natura può avvicinarci a Dio, anche i programmi televisivi ed i film possono aiutarci a conoscere Dio con l’intelletto e con il cuore, o almeno a farci capire quali sono le ‘aspirazioni trascendenti'”. Anche produzioni che raccontino le vite dei santi, a suo avviso, “offrono meravigliosi esempi per quanti di noi stanno lottando, sostenuti dalla grazia di Dio, per ottenere la salvezza, figuriamoci la santificazione”.
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