” “”Dallo scorso settembre – scrive la suora nella prima lettera datata 13 gennaio 1947 – strani pensieri e desideri hanno riempito il mio cuore”. Madre Teresa racconta di aver sentito “distintamente” più volte e in diversi momenti durante la Comunione una voce che le parlava: “Voglio suore indiane Missionarie della Carità, vittime del mio amore, che siano come Marta e Maria. La tua vocazione è amare e soffrire e salvare anime. Vestirai in abiti indiani, semplici e poveri”. “Questa voce mi spaventava”, scrive Madre Teresa che in vita ha sempre negato di aver avuto speciali rivelazioni o visioni. “Il pensiero di mangiare, dormire, vivere come gli indiani mi terrorizzava”. E aggiunge: “Tutti penseranno che sono matta dopo così tanti anni a iniziare una cosa che mi porterà soprattutto molte sofferenze”. “Sono stata e sono molto felice come suora di Loreto”, aggiunge nell’epistola del 3 dicembre 1947. “Lasciare quello che amo ed espormi a nuovo lavoro, derisione di molti, soprattutto religiosi, ignominia, incertezza, come posso?”. “Quello che mi chiedi va oltre me. Posso capire appena metà delle cose che vuoi”, scrive Madre Teresa dialogando con la ‘voce’. “Sono indegna, peccatrice, debole. Vai, Gesù, e trova un’anima più generosa. Se vuoi questo proprio da me, dammene prova. Confido in te ciecamente. Sono così spaventata”. Padre Brian spiega infine che “il terzo “segreto” – che sarà reso noto nelle prossime settimane – riguarda “l’esperienza di buio interiore”, la “notte dello spirito” nella quale la religiosa fu sostenuta dalla forza della fede e del voto del 1942.