” “”Finalmente una schiarita nella questione Fiat, ma molto debole, probabilmente troppo debole”. È quanto scrive Stefano Fontana, esperto in dottrina sociale della Chiesa, in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir, a commento della riunione tenutasi ieri a Palazzo Chigi tra governo, Fiat e sindacati. “‘Ciascuno faccia la sua parte’ scriveva Leone XIII nell’enciclica Rerum novarum – ricorda Fontana – a proposito dei gravi problemi dei lavoratori di allora. ‘Ciascuno faccia la sua parte’ ha ripetuto di recente il card. Ruini sulla scorta delle parole del Papa che invitava il parlamento italiano a trovare le ragioni profonde dell’unità. Ma finora l’esortazione – ‘Ciascuno faccia la sua parte’ – era rimasta là, non raccolta dai soggetti direttamente coinvolti nella vicenda”. Secondo l’esperto fino all’incontro di ieri “l’impressione era che nessuno avesse a cuore la sorte concreta degli operai e delle loro famiglie, che nessuno stesse veramente ‘facendo la propria parte'”. Il fatto poi che “l’incontro si è tenuto in due tempi: prima a Palazzo Chigi e poi al ministero del welfare poteva significare una debolezza del governo, che si presentava con due linee” contrapposte. “Poteva significare anche l’assunzione di una posizione di forza: il problema veniva affrontato non solo sul piano degli ammortizzatori sociali, ma anche su quello del piano di rilancio”. A tal proposito, nota Fontana, “l’intervento del vicepresidente del consiglio, che ha costretto la Fiat a rimandare la cassa integrazione di dieci giorni, ha dimostrato che il governo aveva scelto, seppure in forma di compromesso, per questa seconda linea. Il rinvio di dieci giorni infatti è accompagnato da una nuova disponibilità della Fiat a ridurre l’impatto della disoccupazione su Termini e a riaprire la fabbrica entro sei mesi, dirottando lì lavorazioni previste altrove”. Due le variabili, per Fontana, cui “sono legate le sorti dei lavoratori Fiat nel prossimo futuro: La ritrovata volontà politica del governo si preciserà ulteriormente con una proposta che sappia unire le prospettive di Marzano e di Maroni? La Fiat modificherà convenientemente il piano di sviluppo? Ci sono dieci giorni per rispondere, è un tempo da non sciupare”.