” “”L’Africa sub-sahariana ha perso, negli ultimi 20 anni, il 30% dei lavoratori qualificati. L’emigrazione coinvolge medici, ingegneri, ricercatori, docenti universitari. Il 60% dei medici del Ghana, formati nel Paese negli anni ’80, sono emigrati in altri Stati”. Non è che un esempio della cosiddetta “fuga dei cervelli” che coinvolge in maniera crescente il fenomeno migratorio: a lanciare l’allarme è Daniela Pompei della Comunità di Sant’Egidio, intervenendo al convegno “Le migrazioni internazionali in Europa”. Secondo dati del Fondo monetario internazionale “i Paesi ad alto sviluppo economico attirano immigrati specializzati: in Germania e negli Stati Uniti, ad esempio, arrivano 100mila programmatori indiani ogni anno. Tra i 500mila e gli 800mila i programmatori e gli scienziati che hanno lasciato la Russia dal 1991 per dirigersi principalmente in Stati Uniti, Inghilterra, Canada”. Molti Paesi industrializzati hanno liberalizzato le loro politiche di ammissione per i portatori di alti livelli di professionalità; “l’Italia nella programmazione dei flussi di ingresso del 2002 prevede quote riservate agli immigrati con particolari qualifiche professionali”. Conseguenza ne è, denuncia Pompei, che “i Paesi in via di sviluppo si trovano a perdere costantemente uomini e donne con alti livelli di qualificazione o con professionalità strategiche per lo sviluppo stesso” e “non si tratta di ‘fuga dei cervelli’, o di depauperamento ma forse di “depredamento”. Un aspetto positivo c’è: “le rimesse degli immigrati inviate verso i Paesi di provenienza”, che incidono sulle relative economie “in maniera più consistente degli aiuti umanitari forniti dai Paesi sviluppati”. Resta tuttavia “immorale depredare il Sud del mondo” dove invece occorrerebbe “sostenere l’istruzione e la sanità e lavorare per la pace e per la stabilità politica e sociale”. Quanto ai Paesi di accoglienza, conclude Pompei, “favorire l’ integrazione di chi è straniero costituisce un investimento, non solo dal punto di vista culturale ed economico, ma anche dal punto di vista della sicurezza e della stabilità”.