” “”Se il Senato non recupererà il capitolo di spesa previsto dalla legge 40/87, in tutto 9,5 miliardi di vecchie lire, entreranno in crisi gli enti nazionali chiamati a rispondere all’obbligo formativo previsto dalla riforma Moratti”: lo ha detto al Sir Emilio Gandini, presidente nazionale di “Forma”, il coordinamento di una decina di enti cattolici che si occupano di formazione professionale (tra cui Acli, Confap, Coldiretti, Confcooperative, Cif, Mcl, Cisl, Salesiani ecc.). “I finanziamenti previsti dalla legge 40, che risale a 15 anni fa, non sono mai stati aumentati nel corso del tempo aggiunge il segretario generale di “Forma”, Maurizio Drezzadore mentre nel frattempo dai pochi enti presenti nel 1987 oggi siamo arrivati a una trentina. Il riconoscimento di legge è orientato a sostenere gli enti che esercitano il coordinamento delle attività sul territorio nazionale: ad esempio, la standardizzazione della ‘qualità formativa’. Se venisse meno il ruolo di coordinamento e promozione della qualità e dell’innovazione svolto dagli enti nazionali prosegue Drezzadore potrebbe succedere che un titolo formativo acquisito in Sicilia abbia standard e contenuti specifici diversi rispetto allo stesso titolo conseguito in Piemonte o Lombardia, con danni oggettivi per i soggetti in formazione. Ciò pregiudicherebbe gravemente il ruolo della formazione professionale come previsto dalla riforma Moratti col ‘doppio canale’ e l’obbligo formativo”. Un altro elemento di preoccupazione secondo il segretario generale di “Forma” risiede nella lesione del principio che informa la legge: “Mentre da un lato il Governo chiede alla formazione professionale di riorganizzarsi per essere soggetto di qualità nella riforma, dall’altra non si può al contempo indebolire o dare un colpo mortale agli enti chiamati a tale impegno qualitativo. Nostro intento è quindi non solo di chiedere di mantenere la legge, ma addirittura per il prossimo futuro di prevederne una nuova con contenuti più adatti all’impianto della riforma scolastica”.