” “Una preghiera per “il dono della serenità” e un in invito alla “profonda solidarietà”: questo, in sintesi, il messaggio inviato ieri dal Papa alla comunità di San Giuliano di Puglia, colpita il 31 ottobre da un terremoto che ha provocato la morte di 26 bambini della scuola elementare e di 3 persone adulte (una maestra e due persone anziane). “In quest’ora di profondo dolore per tante famiglie di S. Giuliano di Puglia, che affrante dal dolore, si apprestano a porgere l’estremo addio ai loro cari – si legge nel messaggio inviato da Giovanni Paolo II al nunzio apostolico in Italia, mons. Paolo Romeo, in occasione dei funerali delle vittime del terremoto – , desidero esprimere nuovamente loro tutta la mia paterna vicinanza, affidando nelle mani del Padre che sta nei cieli le giovani vite di chi ci ha lasciato, ed implorando per tutti il conforto della fede e della speranza cristiana. Per la diletta comunità di San Giuliano ha aggiunto il Pontefice chiedo poi al Signore il dono della serenità in questa tragica circostanza, sicuro che questa susciterà in tutti quei sentimenti di profonda solidarietà, che sono prezioso patrimonio del popolo italiano”. Il Papa, in questi giorni, ha ricordato il tragico terremoto del Molise 5 volte: oltre al messaggio, dopo l’Angelus di ieri (quando ha invocato per le “care famiglie” delle vittime “il conforto della fede e della speranza cristiana), e subito dopo il sisma con le parole pronunciate al termine dell’Angelus, con cui il Papa ha espresso la sua “profonda vicinanza spirituale alle persone colpite da questi tragici eventi”, e “specialmente ai bambini coinvolti nel crollo di un edificio scolastico a San Giuliano di Puglia” e ai loro familiari, ma anche “una affettuosa parola di incoraggiamento ai sopravvissuti e a quanti sono impegnati nei soccorsi, auspicando che siano sostenuti dalla solidarietà dell’intera nazione”; sempre il 1°novembre, il Papa ha inviato telegrammi di cordoglio al vescovo di Termoli-Larino, Tommaso Valentinetti, e di Campobasso-Boiano, Armando Dini. Nella tradizionale visita alle Grotte Vaticane, il 2 novembre, Giovanni Paolo II ha dedicato, infine, la sua preghiera per i defunti affidando “alla misericordia del Padre anzitutto le vittime del terremoto che ha colpito il Sud dell’Italia, e in particolare i numerosi bambini che hanno perso la vita, i loro genitori e le loro famiglie”.