” “”La caratteristica fondamentale di un ospedale cattolico è difendere la vita e non favorire la morte”. Lo ha detto mons. Javier Lozano Barragàn, presidente del Pontificio Consiglio perla pastorale della salute, presentando oggi ai giornalisti la XVII Conferenza internazionale su “Identità delle istituzioni sanitarie cattoliche”, che si aprirà domani in Vaticano (fino al 9 novembre) per iniziativa delcitato dicastero pontificio. “La differenza tra un ospedale cattolico e gli altri ospedali ha aggiunto mons. José Luis Redrado Marchite, segretario del citato Pontificio Consiglio non sta nella preghiera o nel servizio pastorale come tale, ma nel modo stesso di trattare la sofferenza. Accoglienza, umanizzazione, bontà, fedeltà, mitezza: è questa, in sintesi, l’impronta degli ospedali cattolici, fatta di aspetti che non si possono quantificare, ma che fanno sì che anche chi non crede si senta profondamente accolto nella carità e possa, a volte, incontrare Dio proprio tramite l’esperienza delle persone che ha incontrato in corsia”. Un ospedale cattolico, per Redrado, oltre ad essere “riconosciuto dalla Chiesa”, deve “avere al suo interno personale qualificato e competente tecnicamente; integrarsi nella società, senza essere un isola; rivelarsi cattolico nella gestione imprenditoriale, coerente con i valori dell’antropologia cristiana”. Un servizio pastorale “moderno”, l’attenzione alla “formazione continua”, l’introduzione di Comitati di bioetica, “per salvaguardare i diritti dei malati e del personale”: questi, secondo il segretario del dicastero pontificio, altri “requisiti essenziali” per un ospedale cattolico, che “deve essere un ospedale aperto, impegnato a proclamare la dignità della persona umana e a mettere sempre e comunque il malato al centro”. Delle qusi 111 mila istituzioni sanitarie cattoliche nel mondo, stando ai dati del competente dicastero pontificio, oltre 6 mila sono ospedali. Tra i relatori del convegno di domani. Karl Lehmann, Diarmuid Martin, Tarcisio Bertone, Angelo Scola; è prevista anche la partecipazione del Ministro della Sanità, Girolamo Sirchia.
” “
” “
” “