” “La presenza dei cristiani in Terra Santa è “necessaria”, anche se “i continui atti di violenza tra palestinesi e israeliani rappresentano una minaccia persistente perla vita di tutti gli abitanti della regione”. E’ quanto si legge in un comunicato del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, diffuso oggi dalla sala stampa vaticana, con cui si dà notizia che mons. Paul Josef Cordes, presidente del citato dicastero pontificio, partirà domani per laTerra Santa, per “incoraggiare i cristiani a rimanere in questi luogo martoriati, come tanti missionari in modo eroico già stanno facendo”. “Con l’occupazione della Chiesa della Natività a Betlemme, durata 39 giorni si legge nella nota -, si è avuta ulteriore prova di quanto sia necessaria la presenza dei cristiani in Terra Santa”. Ma “le case di ospitalità per i pellegrini sono vuote, mentre a Betlemme la disoccupazione colpisce circa l’80% della popolazione”: anche se, in questo contesto, “si comprende bene il desiderio di molti di lasciare il Paese”, per la Santa Sede “la salvaguardia dei Luoghi Santi sarebbe gravemente messa in pericolo se i cristiani li abbandonassero”. Dopo i “terribili attacchi” del’11 settembre 2001, ricorda “Cor Unum” il Papa “ha lanciato un appello per un aiuto materiale e spirituale a favore di coloro che soffrono delle conseguenze della guerra e del terrorismo” e Giovanni Paolo II “ha destinato 400.000 dollari dei fondi raccolti in questa occasione alla Terra Santa”. Il denaro della colletta, informa la nota, verrà consegnato da mons. Cordes al Patriarcato di Gerusalemme, alla Custodia di Terra Santa, alla Caritas locale e a diverse comunità cattoliche, come “sostegno” ai cristiani “per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nella loro terra, per poter essere un seme fecondo di umanità e di pace”. Mons. Cordes sarà l’8 novembre a Betlemme per inaugurare il progetto di costruzione di nuove case e per visitare gli ospedali della Sacra Famiglia e “Effetà”; il 9 visiterà Gerico e il 10 si recherà a Gerusalemme per incontri con il patriarca latino e autorità israeliane e palestinesi.
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