” “La Conferenza episcopale austriaca, riunitasi in seduta plenaria autunnale dal 4 al 7 novembre, ha rilasciato oggi una dichiarazione in cui si pronuncia “in vista del prossimo ingresso nell’Unione europea di molti nostri Paesi vicini e delle imminenti elezioni del consiglio nazionale austriaco”, previste per il 24 novembre. Ricordando che “dopo le tristi esperienze del periodo della Prima repubblica, in generale i vescovi del clero si sono ritirati dalla politica dei partiti”, la conferenza episcopale conferma tale atteggiamento “anche per il futuro”, pur rivendicando l’impegno “nella vita politica austriaca per una politica dei valori che tuteli valori irrinunciabili”, quali “il valore imprescindibile e la dignità della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale”; “il principio della famiglia, in cui la comunità intatta di padre, madre e figli non può essere considerata allo stesso livello” di altre forme di convivenza; “la solidarietà nei confronti di persone in difficoltà spirituale e materiale”. La conferenza esprime “riconoscenza per le molte cose buone” fatte in tal senso in Austria negli ultimi anni, come “gli aiuti finanziari alle famiglie e ai bambini, l’ostacolo alla ricerca sulle cellule staminali che distrugge gli embrioni, l’opposizione all’eutanasia, il movimento per gli hospice e l’aspettativa riconosciuta ai familiari di malati terminali”. I vescovi, “insieme con il Santo Padre”, si dicono “favorevoli all’allargamento dell’Unione europea”, riconoscendo tuttavia la necessità di “chiarire le difficili questioni ad esso legate”. Tra gli altri temi menzionati: il lavoro ecumenico nel campo del sociale, portato avanti dalle 14 Chiese cristiane austriache; gli aiuti al sud del mondo; il movimento per l’astensione dal lavoro domenicale e l’attività svolta dalla Caritas in occasione delle inondazioni.