PARABOLE MEDIATICHE: CHELI, “E’ ORA DI DEFINIRE I DIRITTI DI ACCESSO ALLE RETI”

” “”La moltiplicazione dei canali in virtù dell’avvento della televisione digitale; lo sviluppo dell’interattività tra chi offre e chi riceve informazione; la convergenza che fa superare il confine tra il sistema della comunicazione e il sistema radiotelevisivo, cioè tra telefono, radio, televisione e computer”, queste le “trasformazioni radicali” che attendono il sistema della comunicazione nel prossimo futuro. Le ha descritte il presidente dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Enzo Cheli, intervenuto questa mattina a Roma al convegno “parabole mediatiche”, promosso dalla Conferenza episcopale italiana. Per governare questi “processi di trasformazione”, Cheli ha suggerito tre strade. Anzitutto “definire un diritto di accesso alle reti da parte dei fruitori dei contenuti che è la riedizione aggiornata dei diritti di comunicazione e di libertà di espressione”. In secondo luogo, “individuare con precisione la missione del servizio pubblico radiotelevisivo, valorizzandone al massimo l’indipendenza dal sistema economico e politico”. Infine, inventare “nuove forme di controllo sociale sulla qualità”, per esempio ricorrendo anche soluzioni innovative per dirimere le controversie e comminare le sanzioni, quali gli “arbitrati di conciliazione” utilizzati nel Regno Unito.
” “Il presidente dell’Autority ha invitato a fare presto nel definire queste regole perché, ha ricordato, entro il 2003 vanno attuate le direttive comunitarie sulla comunicazione elettronica e nel 2006 è fissato il termine per il passaggio dalla tv analogica a quella digitale. Tuttavia, ha osservato Cheli, “la vera soluzione non sta tanto nelle regole, quanto nel senso di responsabilità dei comunicatori e nell’amore dei cittadini per i propri diritti”.