PARABOLE MEDIATICHE: L. MONDADORI, “NON LASCIARE SOLO AL PAPA IL PESO DELLA COMUNICAZIONE”

” “”Non si può lasciare solo al Papa il peso della comunicazione attuale. Il mondo ha bisogno di una comunicazione ‘dura’ fatta di valori e di idee”. E’ l’appello lanciato oggi dal palco del Convegno Cei “Parabole mediatiche”, in corso a Roma, da Leonardo Mondadori, presidente dell'”Arnoldo Mondadori editore”. “Siamo di fronte ad una evidente omologazione nella comunicazione e nella cultura attuale – ha rilevato l’editore – i nostri giovani sono esposti a trasmissioni in cui l’assassinio, la morte è spettacolo. Tuttavia sento che c’è anche un grande bisogno di valori. La gente si è resa conto di non avere punti di riferimento, li cerca ed è disposta ad accettarli anche con sacrifici. E questa è un’occasione da non perdere”. Secondo Mondadori, infatti, “non si può lasciare solo al Papa il peso della comunicazione attuale. I messaggi lanciati dal Pontefice, l’unico oggi a sedere al tavolo della storia, non sono stati seguiti. La Chiesa ha valori profondi da propagare con i quali può entrare in questa società perché la gente non vuole risposte ‘spot'”. Ma per far ciò occorre “un progetto in cui la comunicazione e la cultura di pari passo contrastino l’attuale deriva nichilista. Le parrocchie – ha concluso – sono più capillari delle stazioni dei Carabinieri. La Chiesa ha un potere comunicativo unico che deve essere usato”. Dello stesso avviso anche mons. Gianfranco Ravasi, Prefetto della biblioteca ambrosiana, che ha parlato di “catarsi, di purificazione, nella comunicazione che deve riscoprire la sua autenticità con i 5 sensi, tornando a dare dei contenuti. L’eccesso di comunicazione – ha aggiunto – ha prodotto solo silenzio”. E parafrasando il tema del convegno ha concluso: “Ritrovare dalla parabola, la Parabola, il messaggio evangelico, per far cadere il lievito. Non porsi ideologicamente nello spazio della comunicazione ma trovare in essa il luogo del Regno”.
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