PARABOLE MEDIATICHE: MIRABELLI-ORNAGHI, “È NECESSARIO UN SISTEMA DI REGOLE CONDIVISE”

” “Un sistema di regole deontologiche condivise sul piano delle produzioni mass mediali e uno sulla classificazione della qualità delle produzioni stesse, così come avviene ad esempio nel campo dei prodotti alimentari di cui esiste la “tracciabilità”: sono due richieste formulate questa mattina da Cesare Mirabelli, presidente del Consiglio nazionale degli utenti, durante il suo intervento al convegno Cei “Parabole medianiche”, in corso a Roma. “Il tema della responsabilità – ha detto Mirabelli – ha trovato su scala europea una risposta significativa. La Convenzione di Strasburgo sulle trasmissioni televisive ‘transfrontaliere’, difatti, ha sancito con chiarezza cosa deve fare una emittente, a partire dal rispetto della dignità della persona, dalla tutela dei diritti fondamentali, dalla decenza dei programmi messi in rete, dal divieto di diffondere programmi pornografici, violenti o lesivi della tutela dei minori”. Secondo Mirabelli questo è un esempio incoraggiante per il dibattito culturale e politico in atto nel nostro Paese. “A proposito di regole condivise – ha aggiunto – sarebbe importante giungere a una classificazione dei programmi attuata da un organismo composto da esperti. Si tratterebbe di un sistema di classificazione oggettivo e universalmente accettato sulla qualità dei prodotti radiotelevisivi che renderebbe un grande servizio alle scelte degli utenti”. Sullo sfondo delle questioni regolamentari della produzione mass-mediale il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Lorenzo Ornaghi ha ribadito che “rimangono ancora aperte le domande di fondo a partire da quella su come si possa, oggi, con un sistema mass-mediale sempre più complesso, connettere positivamente i valori della comunicazione e quelli dell’antropologia”. Inoltre, ha aggiunto Ornaghi, “le prospettive di diffusione della banda larga e delle trasmissioni digitali aprono orizzonti sempre più articolati, rendendo difficile il rispetto di regole condivise. Per questo è compito dei vari attori sociali, a partire dal potere politico, di stabilire regole che consentano il rispetto reale dell’utente”.