” “”La lettura del tempo è un compito oggi difficile perché sono molti i creatori di identità”: lo ha detto questa mattina, nella tavola rotonda conclusiva del convegno Cei “Parabole mediatiche”, lo storico Giorgio Rumi. “C’è un’ambiguità fondamentale che sperimentiamo nel rapporto tra noi e il tempo ha detto perché questo si allontana da noi velocemente e noi siamo attratti dal passato, anche se lo stesso ci sfugge. Il problema è chi oggi ci dice chi siamo stati e chi siamo: un problema di credibilità dei ‘costruttori di identità storica’, che nel nostro tempo sono moltissimi mentre in passato erano pochi, dai notabili dei tempi più antichi agli storici dei secoli recenti”. Oggi siamo come immersi ha aggiunto “in un supermercato in cui tutti possono scrivere la storia e ciò rende difficile valutarne la validità e veridicità”. Secondo Rumi, quindi, per gli operatori culturali e dei media si tratta di porre in primo piano i requisiti per “una memoria condivisa: essi devono essere la libertà, la pluralità di voci e agenzie interpretative, l’uditorio non passivo che eserciti una vigilanza critica. Solo così ha aggiunto l’uomo di oggi può essere più consapevole del suo senso nel mondo e nella storia odierna”. “L’atteggiamento critico è chiesto a tutti, ad esempio nei confronti dei libri scolastici e nei confronti dei giornali perché i primi e i secondi siano buoni libri e buoni giornali”.