DIRITTI UMANI: AMNESTY CONTRO LA TORTURA, NEL 2003 DIVENTERÀ UN REATO NEL CODICE PENALE?

” “Entro la metà del 2003 – se sarà approvato uno dei sette disegni di legge già presentati in Parlamento – il reato di tortura potrebbe entrare in vigore nel codice penale italiano. E’ la promessa fatta oggi a Roma da alcuni parlamentari che hanno aderito alla Campagna promossa da Amnesty international per chiedere l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano. A distanza di due anni dall’inizio della Campagna “Non sopportiamo la tortura”, circa cento deputati e senatori hanno già dato il loro appoggio, insieme a 266 enti locali ed oltre 30.000 cittadini che hanno inviato apposite cartoline ai presidenti di Camera e Senato. Nella Giornata mondiale dei diritti umani che ricorre oggi, Marco Bertotto, presidente della sezione italiana di Amnesty, ha ricordato che 129 Paesi su 190 hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, l’Italia lo ha fatto nel 1988, “per cui è in grave ritardo nell’introdurre questo reato nel codice penale. Questo serve sia a rispondere agli obblighi internazionali, sia a dare un segnale di sensibilità delle istituzioni italiane verso il tema del rispetto dei diritti umani”. Bertotto ha anche precisato che la legge “non è contro le forze dell’ordine ma nel loro interesse, perché servirà a verificare l’estraneità dell’istituzione rispetto alle situazioni personali eventualmente commesse da singoli agenti”. Negli ultimi due anni nel mondo sono stati fatti dei grossi passi in avanti per contrastare il drammatico fenomeno della tortura, ancora presente in quattro quinti del pianeta: nel 2001 l’Unione europea ha adottato le Linee guida contro la tortura e nel novembre 2002 le Nazioni Unite hanno adottato un Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura che istituisce un sistema di visite nei luoghi di detenzione, che si è dimostrato uno strumento efficace a livello preventivo. Intanto, il 14 e 15 dicembre prossimo, in 30 città italiane gli aderenti ad Amnesty international parteciperanno ad una “Maratona per i diritti umani” per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi e su alcuni casi concreti di tortura avvenuti in Indonesia, Messico e Iran. L’appello si può firmare anche sul sito www.amnesty.it