VESCOVO DI BENEVENTO: “2002, NATALE DI DIFFICOLTÀ E SPERANZE”

” “”Sarà un Natale particolare questo del 2002, con le migliaia di famiglie dei cassintegrati della Fiat, i terremotati del Molise ed i sinistrati dell’Etna, l’insicurezza diffusa per il terrorismo, i venti di guerra anche nella terra di Gesù, i crolli in borsa ed il grido tragico di miliardi di affamati”: lo ha scritto, nel suo messaggio ai fedeli per Natale, l’arcivescovo di Benevento, mons. Serafino Sprovieri. Malgrado i tempi difficili, però, avverte il presule “non dobbiamo disperare: il Natale ci ricorda che Dio è venuto ad abitare il nostro tempo e ci aiuterà nei nostri innumerevoli guai”. Parlando della situazione nella propria diocesi, mons. Sprovieri ricorda alcune “emergenze. “Il primo allarme proviene dai nostri paesi montani – dice mons. Sprovieri – che offrono lo spettacolo triste di un loro progressivo spopolamento. Né rappresenta una valida soluzione l’agriturismo: la nuova ricetta proietta sulle famiglie contadine prospettive di benessere, ma a scapito dei lavori campestri tradizionali. Ci sarebbe bisogno di una conversione al cooperativismo, ma la gente, attaccata ai ‘fazzoletti di terra’, non capisce. I giovani, poi, sentono il richiamo della città”. In pericolo sono anche, per mons. Sprovieri, i centri resi fiorenti dall’artigianato, dalle industrie dolciarie e manifatturiere. “All’orizzonte – spiega l’arcivescovo – si profila la concorrenza spietata di altre aree sottosviluppate del globo, dove mancano le protezioni sociali e, quindi, i costi del lavoro sono di gran lunga inferiori ai nostri. C’è da prevedere così che le committenze dei manufatti preferiranno presto le vie dell’Est, creando disoccupazione nelle nostre zone”.