CATTOLICI E STORIA ITALIANA: E.POULAT, “USCIRE DALL’IMPASSE”

“Il movimento cattolico è oggi come in impasse e deve cercare la sua strada nella modernità complessa”: lo ha detto questa mattina, nella prima fase dei lavori della giornata di studi su “Democrazia e cultura religiosa”, lo storico francese Emile Poulat, intervenuto assieme ad altri accademici, ricercatori e studiosi della storia moderna e contemporanea per la presentazione del volume in onore di Pietro Scoppola, storico della “Sapienza” di Roma, nominato per acclamazione dal consiglio di facoltà docente emerito. La presenza dei cattolici nella storia italiana è stata analizzata, in una prima serie di tavole rotonde, da studiosi quali Andrea Riccardi, Camillo Brezzi, Carlo Felice Casula, Francesco Malgeri,Francesco Margiotta Broglio. Dalle polemiche sul “modernismo” ai rapporti della Chiesa con il fascismo, fino alla nascita della Dc con la guida di De Gasperi, il filo conduttore dei lavori si è basato su una presenza – quella cattolica – costante anche se non priva di elementi a volte contraddittori. “Nonostante le difficoltà del momento – ha detto Maurilio Guasco – il modernismo ha costituito uno stimolo ad una crescita della partecipazione dei cattolici, a partire da una presa in carico più diretta dell’insegnamento della Parola”. Per Camillo Brezzi la Chiesa ha avuto le sue difficoltà nel gestire “i rapporti con lo Stato Fascista, all’indomani dei Patti Lateranensi”. Il “legame non episodico tra Chiesa e fascismo è da leggere – secondo lo studioso – come un percorso di crescita che non ha rinnegato i contenuti del cattolicesimo democratico”. Dal canto suo, Margiotta Broglio ha sottolineato che, “alla luce della complessità di questo rapporto, la storia della Chiesa in rapporto al fascismo costituisce un capitolo ancora da scrivere fino in fondo, partendo da indagini a livello locale”. Cristina Giuntella ha posto in luce che il recupero e lo sviluppo dei valori del cattolicesimo democratico ha preso le mosse con la fine degli anni Trenta e l’inizio dei Quaranta, “quando, sintomaticamente, la Chiesa dà ospitalità in Vaticano a De Gasperi”. In questo senso “le logiche politiche concordatarie”, che avevano legato in parte l’attività della Chiesa in Italia, cessarono di avere influenza, permettendo – come ha illustrato a fine mattina Francesco Malgeri – il dispiegamento dell’iniziativa politica di De Gasperi, “che ha superato le eredità cattolico sociali di fine Ottocento e i residui clerico-fascisti degli anni Venti, per aprire il percorso democratico-liberale dei cattolici consapevoli di vivere in una ‘società complessa”. Nel pomeriggio sarà la volta delle tavole rotonde sui temi di più stretta attualità, dalla crisi dei partiti alla “coscienza religiosa e l’impegno storico-civile”.