” “All’inizio di un nuovo millennio scosso dalla “violenza” del terrorismo internazionale, “costruire una consistente cultura della pace” è un “dovere essenziale” per “i governi e la comunità internazionale”. Lo ha detto oggi il Papa, ricevendo l’ambasciatore di Sierra Leone presso la Santa Sede, Fode Maclean Dabor. “Le Nazioni Unite ha specificato il Pontefice hanno svolto un ruolo di sempre più grande responsabilità, nel mantenere o ristabilire la pace nelle aree afflitte dalla guerra e dai conflitti”. “Nelle situazioni in cui sorgono tensioni e conflitti in un paese o tra nazioni, la risposta giusta non è mai la violenza o lo spargimento di sangue ma il dialogo, con uno sguardo alla risoluzione pacifica delle crisi”. Un “dialogo autentico”, per Giovanni Paolo II, “presuppone un’onesta ricerca della verità, del bene e della giustizia per ogni persona gruppo e società; è uno sforzo sincero per individuare ciò che i popoli hanno in comune oltre la tensione, l’opposizione e il conflitto: è questo l’unica via sicura che conduce alla pace e al genuino progresso”. Un “dialogo autentico”, inoltre, “aiuta i popoli e le nazioni della terra a riconoscere la loro reciproca interdipendenza nelle sfere economie, politiche e culturali”: in un mondo “troppo familiare con le nuove tecnologie di morte e distruzione”, ha osservato il Papa, “c’è un bisogno urgente di costruire una consistente cultura della pace”, e per evitare “il ricorso alla violenza armata” occorrono anche “passi concreti per porre fine al traffico delle armi”. Il “dovere” dei governi e della comunità internazionale, ha concluso Giovanni Paolo II, “rimane essenziale” nel “contribuire all’instaurazione della pace attraverso solide strutture che, a dispetto delle incertezze della politica, garantiscano libertà e sicurezza a tutti i popoli in ogni circostanza”.