RELIGIONE: PRESENTATO A ROMA UN LIBRO SULLA SITUAZIONE DEL CATTOLICESIMO IN CINA.

 "Che si tratti dell’uomo o di Dio si può dire che il volto riveli sempre il cuore" è quanto ha detto il cardinale Roger Etchegaray in occasione della presentazione del volume "Il tesoro che fiorisce – Storia di Cristiani in Cina" avvenuta ieri a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana. Un reportage sulla situazione del cattolicesimo nel ‘celeste impero’ del giornalista di "30 Giorni" Gianni Valente, corredato dalle foto di Massimo Quattrucci. "I volti – ha continuato il cardinale – sono tanto più significativi quando si tratta di quelli di giovani, anziani, contadini, vescovi, presenti in questo libro dedicato ad un popolo molto lontano; anche culturalmente.  Personalmente non ho mai dimenticato lo shock di oltre 22 anni fa quando, unico vescovo, fui ricevuto dall’assemblea di Pechino come un ‘alto funzionario di una religione occidentale’. Una religione allora poco o per nulla tollerata. La Cina oggi è cambiata e deve essere capita a partire da se stessa. Dal tempo di Mattia Ricci, infatti, la Cina come la Chiesa conosce innovazioni profonde che devono avvenire, però, grazie al riconoscimento di un’identità storica. E’ solo su questa base che un dialogo, sempre più urgente, fra Occidente e Oriente può nascere". Ad invitare "i media, e gli organizzatori culturali e turistici" alla conoscenza della Cina è stato padre Angelo Lazzarotto, missionario del Pime, che ha ricordato come la storia dei cristiani in Cina è segnata dall’oppressione "Ad essere repressi e perseguitati sono soprattutto le comunità religiose, anche cattoliche, clandestine. Ovvero coloro che rifiutano le pressioni e le limitazioni politiche del partito. Ci sono casi di chiese distrutte con le ruspe, di preti e vescovi arrestati, di comunità non riconosciute dallo Stato a cui viene vietato la pratica del catechismo. Le autorità minimizzano, la stampa cinese non ne parla. E malgrado tutto le comunità cristiane crescono". "Occasioni per alimentare la conoscenza della Cina – ha detto, infine, Giulio Andreotti – possono essere le Olimpiadi di Pechino del 2008 e la prossima esposizione universale a Shangai, dove gli spazi dedicati alla Chiesa cattolica dovrebbero testimoniarne l’estraneità a tentativi di politicizzazione".