CONDONI: M.COZZOLI (UNIV. LATERANENSE), “NON SONO LEGITTIMATI DA UN’ESIGENZA DI BENE COMUNE”

” “”Un’esigenza di bene comune e il suo carattere straordinario”: dovrebbero essere queste per don Mauro Cozzoli, docente di teologia morale nella Pontificia università lateranense, “le due condizioni di legittimità etica del condono”, cui il Governo intende “ricorrere nella Finanziaria 2003, per ragioni di bilancio economico”. In una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir, già disponibile questa sera on line (old.agensir.it), Cozzoli però precisa che “entrambe le condizioni di legittimità non sembrano essere soddisfatte dalle forme di condono all’ordine del giorno al parlamento italiano. Ne è prova il fatto che forme di condono fiscale vengono approvate con relativa frequenza nel nostro paese e per giunta nell’ambito di leggi finanziarie che rendono manifesto l’obiettivo monetario da cui sono dettate. Il che ne palesa e denuncia l’indole e la finalità non propriamente umane e sociali. Possono contribuire a quadrare il bilancio annuale dello stato ma non a tutelare ed elevare lo standard di socialità e di legalità nel paese”. Questo problema, continua il docente di teologia morale, “è ben presente alla coscienza della comunità ecclesiale italiana, che attraverso la voce dei propri vescovi ha stigmatizzato il carattere socialmente fuorviante e diseducativo di leggi di condono facile e ricorrente”. Basta pensare, conclude don Mauro Cozzoli, “alla rigorosa denuncia presente in un documento della Conferenza episcopale italiana del 1991, ‘Educare alla legalità’: ‘La classe politica, con il suo frequente ricorso alle amnistie e ai condoni, a scadenze quasi fisse, annulla reati e sanzioni e favorisce nei cittadini l’opinione che si può disobbedire alle leggi dello Stato. Chi si è invece comportato in maniera onesta può sentirsi giudicato poco accorto per non aver fatto il proprio comodo come gli altri, che vedono impunita o persino premiata la loro trasgressione della legge'”.