” “Domani, 3 dicembre, la Compagnia di Gesù e il mondo missionario celebrano il 450° anniversaio della scomparsa di San Francesco Saverio. Uomo d’azione e di cultura, sacerdote appassionato per l’evangelizzazione, Francesco Saverio morì il 3 dicembre del 1552 in terra di missione, su un’isola della costa cinese. “Era uno dice padre Peter-Hans Kolvenbach, superiore generale dei gesuiti, in un’intervista rilasciata a “Popoli” fino all’estremo, e fino all’estremo del mondo lo conduceva il suo eroismo, incarnando così per primo l’ideale ignaziano del compagno di Gesù in missione”. Con la sua vita, Francesco Saverio ha gettato “un chicco di grano alle soglie della Cina”. “Quando muore ricorda padre Kolvenbach Matteo Ricci ha soltanto due mesi: sarà lui che, insieme a tanti altri, sarà presente là dove il Saverio aveva sognato di andare, cioè alla corte dell’imperatore della Cina”. In questi anni, il Santo “non ha cessato di suscitare nei cuori dei gesuiti, appartenenti alle più diverse nazioni, l’amore per la Cina, fino ai nostri giorni”.
” “La sua passione per l’evangelizzazione dei popoli “continua a ispirare una Compagnia di Gesù più che mai cosciente della sua vocazione di continuare oggi la missione di Cristo”. “Una passione missionaria aggiunge padre Kolvenbach che dopo il Concilio Vaticano II, è più che mai quella di tutta la Chiesa. Avendo fatto egli stesso l’esperienza dell’amore di Cristo, Francesco non ha altro desiderio e altro impegno che andare in aiuto del prossimo. ‘Aiutare le anime’, gli aveva insegnato Ignazio, perché possano incontrare in pienezza la Verità, vivendo il nuovo comandamento dell’ amore”. Francesco ricorda il superiore generale dei gesuiti “lascia il suo Paese e la sua cultura, la sua carriera personale e le sue idee, per servire quelli e quelle che il Signore ha messo sulla sua strada, senza riserve e senza calcoli umani”.