” “Oltre due milioni e mezzo, numerosissimi gli anziani: sono i disabili, “cittadini invisibili” del nostro Paese, chiamati così perché “non appaiono e non sono loro garantiti ‘tutti’ i diritti”. Ad essi vanno ad aggiungersi i duemila bambini disabili che nascono ogni anno. “Dopo anni di attenzione per la salute e il benessere delle persone disabili sarebbe necessario un ulteriore sforzo per garantire loro migliori condizioni di vita” mentre sembra oggi prevalere l’indifferenza verso “un mondo che apparentemente crea tristezza”. La denuncia è di don Vinicio Albanesi, presidente del Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), che oggi 3 dicembre, giornata dedicata alle persone disabili, afferma: “Siamo in mezzo al guado. Dopo anni (a cominciare dal ’70) di attenzione per le persone disabili (riabilitazione, ausili sanitari, soppressione degli istituti, inserimento scolastico, abbattimento delle barriere, inserimento lavorativo)” la “spinta di civiltà per una loro maggiore vivibilità sembra fermarsi. Il rischio evidente è che si torni indietro” con l’alibi della scarsità delle risorse. “Non è così precisa don Vinicio – .Le risorse sono orientate verso quegli obiettivi che si ritengono importanti. Purtroppo la disabilità non è tra questi”. Ricordando che il Consiglio d’Europa ha proclamato il 2003 Anno delle persone disabili e che il secondo semestre del prossimo anno l’Italia avrà la presidenza di turno dell’Unione Europea, don Vinicio esprime amarezza per non aver utilizzato questa occasione “per esaltare e dare un’ulteriore spinta a quanto in Italia è stato attivato. Arrivano deboli segnali governativi aggiunge – che attivano azioni ma non incrementano una risposta significativa. Una priorità andava affrontata: la disabilità grave e gravissima. Con un piano nazionale degno di questo nome; con risorse significative, con obiettivi alti di vita per giovani, salvati dalla scienza medica, ma abbandonati a se stessi dalla società dei normali. Non sarà: far sopravvivere l’esistente sarà già una grande fatica” nell’attesa “che l’indifferenza si dissolva”. Intanto, in occasione del citato Anno europeo delle persone disabili, che prenderà l’avvio domani 4 dicembre, l’Istituto Sacra Famiglia promuove a Cesano Boscone (Milano) per il 13 dicembre il convegno “Ritardo mentale: diagnosi e consulenza genetica” per fare il punto sul progresso delle tecniche di indagine prenatale. “La disabilità intellettiva riguarda l’1% della popolazione – spiegano gli organizzatori -; il 30% dei casi ha origine genetica”.
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