“No ad una scolarizzazione degli asili nido”. L’allarme è stato lanciato ieri dalla Caritas tedesca e dalla federazione degli asili nido cattolici a fronte del dibattito in corso in Germania sulla riforma dell’istruzione. Il tema è tornato prepotentemente d’attualità dopo che in dicembre erano stati resi noti i risultati di un’indagine Ocse che relegava gli studenti tedeschi in posizioni non troppo lusinghiere della classifica mondiale. “Non è possibile equiparare al metro della resa scolastica il lavoro formativo che viene svolto negli anni della prescuola, perchè – sostengono i due organismi – questo significa “gettare discredito o peggio ancora ignorare il lavoro finora compiuto da insegnanti ed educatori”.” “A giudizio della Caritas in particolare si rischia di fare lo “stesso errore compiuto negli anni ’70, quando si riteneva che i bambini già a tre anni dovessero imparare a leggere e a scrivere”. La formazione del bambino avviene invece “secondo attività e parametri tipici di quell’età, attraverso un continuo sperimentare, ricercare e grazie ad attività assai prossime al proprio vissuto” Proprio su questo piano “risulta finora vincente l’attività degli asili nido: è proprio lì che i piccoli acquisiscono competenze sociali e vengono sostenuti nello sviluppo della loro personalità”.” “In conclusione i due organismi auspicano “un’iniziativa formativa che ponga gli educatori nelle condizioni migliori per aggiornare la propria preparazione, per differenziarla e saperla meglio adattare alle nuove sfide dell’oggi.” Gli asili nido, in sostanza “costituiscono una base fondamentale del sistema educativo, il primo tassello cui è impossibile rinunciare”.