CRIMINALITÀ: PER IL 21% DEI GIOVANI NAPOLETANI LA CAMORRA È “INEVITABILE”; IL PARERE DI “LIBERA”

La camorra è un fenomeno “inevitabile” per il 21% del campione di giovani napoletani che hanno partecipato ad un sondaggio sulla malavita, promosso dall’Associazione degli studenti contro la camorra, in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Napoli, la Confederazione degli studenti e l’associazione “Le voci di Gigi e Paolo”. Su un campione di 2938 giovani degli istituti superiori di Napoli e Provincia, il 2,62% ha dichiarato di non sapere cos’è la camorra, mentre il 24,98% ha detto di conoscere personalmente malavitosi. Alla domanda “La camorra è una cosa…” a Napoli l’1,84% ha risposto “positiva”, il 74,13% “negativa”, il 21,10% “inevitabile”. Ha fiducia nelle istituzioni solo il 33,68% dei ragazzi e nelle forze dell’ordine il 43,68%. “Non si può non registrare – dice don Tonino Palmese, referente dell’associazione “Libera” nella Campania – una disattenzione del mondo giovanile nei confronti di camorra e mafia. Sicuramente il disinteresse a conoscere il fenomeno e a combatterlo produce risultati allarmanti”. Per don Palmese, “l’indifferenza nasce dalla cultura, predominante oggi, dello stare bene e del non curarsi degli altri”. È necessario, perciò, trovare il modo di risvegliare l’attenzione dei giovani su questi problemi. “Libera” sta preparando una carovana nazionale antimafia che partirà da Roma il prossimo 23 marzo. In passato l’iniziativa della carovana era circoscritta alla Sicilia ed alla Campania. “Adesso – precisa don Palmese – la realizzeremo a livello nazionale perché ci siamo resi conto che il fenomeno malavitoso si sta diffondendo sempre di più. E se nei giovani c’è sfiducia ciò dipende anche dalla mancanza di segnali forti e visibili nella lotta alla criminalità”. In tal senso, conclude, “occorre rendere le città non solo sicure ma soprattutto vivibili, dove tutti abbiano diritti, dove si promuova l’accoglienza e ci si impegni concretamente per rimuovere le cause dell’ingiustizia. Per i giovani, infatti, costituisce un esempio positivo la mobilitazione della cittadinanza rispetto ad iniziative legate, oltre che alla lotta alla criminalità organizzata, anche alla socializzazione”.