RUSSIA-SANTA SEDE: PATRIARCATO DI MOSCA, “UN SERIO OSTACOLO ALLO SVILUPPO DEL DIALOGO TRA LE DUE CHIESE”

La decisione della Santa Sede di elevare allo status di diocesi le 4 amministrazioni apostoliche esistenti nella Federazione Russa rappresenta “un serio ostacolo allo sviluppo del dialogo tra le due Chiese”. Così – in una nota – il Patriarcato di Mosca risponde al Vaticano. In una comunicazione, il Patriarcato fa sapere che l’arcivescovo Clement di Kaluga e Borovsk, vice-presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, aveva ricevuto il 6 febbraio scorso il rappresentante della Santa Sede nella Federazione Russa, l’arcivescovo Giorgio Zur. “Il rappresentante diplomatico – si legge nel comunicato – ha portato informazioni riguardanti i passi concreti che il Vaticano sta pianificando per cambiare fondamentalmente l’ordine canonico della Chiesa cattolica in Russia”. Per il Patriarcato di Mosca, “le azioni pianificate dal Vaticano rappresentano una violazione ai principi canonici e alle norme delle relazioni interconfessionali. Simili azioni – conclude la nota – costituiranno seri ostacoli allo sviluppo del dialogo tra le due Chiese”. “La Russia – commenta in una intervista rilasciata al Sir padre Romano Scalfi, fondatore del Centro Studi Russia Cristiana – ha bisogno di ritornare a Cristo”. “Il problema – aggiunge – è che la tradizione cristiana in Russia è già stata intaccata da un secolarismo che si sta espandendo sempre di più, sia fra i cattolici sia fra gli ortodossi. E’ stato fatto recentemente un sondaggio in Kazakhstan dal quale è emerso che il 70% della popolazione ha dichiarato di non credere in Dio”. “Il territorio canonico? Il territorio canonico appartiene agli atei”. Ecco perché secondo padre Scalfi la Russia ha bisogno che “l’ecumenismo sia missionario e la missione sia ecumenica. C’è da cristianizzare la Russia così come c’è da cristianizzare tutta l’Europa. Questo è l’unico problema”.