Il rimprovero alla Chiesa cattolica di aver “invaso” il territorio russo e l’accusa di proselitismo. Sono i due temi affrontati questa mattina in una nota della Santa Sede diffusa a margine della dichiarazione del portavoce Navarro circa l’elevazione a diocesi di 4 amministrazioni apostoliche esistenti finora nel territorio della Federazione Russa. “Il rimprovero che con insistenza alcuni muovono alla Chiesa cattolica – si legge nella nota – è di aver ‘invaso’ il territorio russo, da essi ritenuto ‘ortodosso’. In realtà, tale fenomeno cominciò nei secoli scorsi e non certo per volontà della Chiesa cattolica. Al contrario, fu un evento assai doloroso” dovuto alle deportazioni programmate prima dagli Zar e poi da Stalin. In una dettagliata ricostruzione storica la Santa Sede precisa che “milioni di persone furono obbligate, con la violenza e il terrore, a trasferirsi nei territori della Siberia e del Kazkhstan, e in seguito a tali deportazioni si formarono grandi agglomerati di cattolici anche in Siberia”. Secondo le stime vaticane, in tutta la Federazione russa il numero dei cattolici oggi si aggira attorno al 1.300.000. Il loro aumento – precisa il Vaticano – “non avviene certo con il passaggio alla Chiesa cattolica dei fedeli ortodossi. I nuovi cattolici provengono piuttosto da ambienti abitualmente lontani da ogni religione. Essi, venuti a contatto con la Chiesa cattolica, chiedono di essere battezzati e di farne parte. Ciò è sufficiente a scartare ogni ipotesi o accusa di proselitismo che non di rado vengono formulate con certa approssimazione, evidentemente in base ad una inappropriata o parziale lettura dei fatti”. La Santa Sede afferma inoltre che le comunità cattoliche presenti sul territorio russo “in nessun modo intendono né sarebbero in grado di sconvolgere l’identità culturale di un Paese che tradizionalmente è considerato ortodosso”. Anzi: “La rinascita ecclesiale – conclude la nota – seguita alla caduta di un ordinamento statale contrario alla dignità e alla libertà dell’uomo è un’impresa che richiede unità di intenti per portare la parola di vita e i doni di grazia a quanti non conoscono Cristo e il Vangelo, nella comunione che sgorga dall’unico battesimo”.