In Terra Santa, le “vie della pace” devono portare “alla costituzione di uno Stato palestinese” e a promuovere “iniziative di confronto e di collaborazione”, come quelle in atto in questi giorni grazie al “tavolo comune tra ebrei, israeliani e palestinesi israeliani voluto Peres e Barak”. Lo ha detto Elio Toaff, rabbino capo emerito, intervenendo oggi, a Roma, al convegno su “Il creato, santuario di Dio: il pellegrinaggio tra ricerca, incontro, contemplazione e testimonianza”, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi (Orp), in collaborazione con il Servizio Cei per il progetto culturale e il quotidiano “Avvenire”. “Spero con tutto il cuore nella pace in Terra Santa”, ha aggiunto Toaff riferendosi all'”escalation” di violenza in atto in Israele, dopo gli ultimi attentati degli estremisti palestinesi di Hamas e le risposte militari del governo israeliano: “In tutto il mondo si sta operando perché regni la pace in Terra Santa, ma è anche vero che si registrano numerosi interventi di Stati che non hanno niente a che fare con Israele. La via della pace è, invece, quella che si sta percorrendo in questi giorni: la via che porti ad un tavolo di confronto comune, a uno Stato palestinese istituzionalizzato e riconosciuto con cui interloquire”. “Non bisogna perdere la fiducia”, ha concluso Toaff, “non solo nella pace ma anche nello sviluppo del dialogo tra le religioni: solo in questa collaborazione potremo trovare la pace dello spirito e diventare ‘benedizione’ per il genere umano. E quando tutti i popoli si riterranno degni l’uno dell’altro, allora vorrà dire che il Messia sarà arrivato”. Nel suo intervento, Toaff ha ricordato alcuni episodi vissuti insieme al Papa (la visita a Giovanni Paolo II in ospedale, la storico ingresso nella sinagoga di Roma, i tanti colloqui personali), il cui “grande merito” è stato quello di “aver gettato”, insieme con il suo predecessore, “un solido ponte sul Tevere” e di aver chiamato gli ebrei “fratelli maggiori”: “Non primogeniti – ha scherzato Toaff – che nell’ebraismo non godono di buona stampa…”.TERRA SANTA: TOAFF, “URGE UNO STATO PALESTINESE” – In Terra Santa, le “vie della pace” devono portare “alla costituzione di uno Stato palestinese” e a promuovere “iniziative di confronto e di collaborazione”, come quelle in atto in questi giorni grazie al “tavolo comune tra ebrei, israeliani e palestinesi israeliani voluto Peres e Barak”. Lo ha detto Elio Toaff, rabbino capo emerito, intervenendo oggi, a Roma, al convegno su “Il creato, santuario di Dio: il pellegrinaggio tra ricerca, incontro, contemplazione e testimonianza”, organizzato dall’Opera Romana Pellegrinaggi (Orp), in collaborazione con il Servizio Cei per il progetto culturale e il quotidiano “Avvenire”. “Spero con tutto il cuore nella pace in Terra Santa”, ha aggiunto Toaff riferendosi all'”escalation” di violenza in atto in Israele, dopo gli ultimi attentati degli estremisti palestinesi di Hamas e le risposte militari del governo israeliano: “In tutto il mondo si sta operando perché regni la pace in Terra Santa, ma è anche vero che si registrano numerosi interventi di Stati che non hanno niente a che fare con Israele. La via della pace è, invece, quella che si sta percorrendo in questi giorni: la via che porti ad un tavolo di confronto comune, a uno Stato palestinese istituzionalizzato e riconosciuto con cui interloquire”. “Non bisogna perdere la fiducia”, ha concluso Toaff, “non solo nella pace ma anche nello sviluppo del dialogo tra le religioni: solo in questa collaborazione potremo trovare la pace dello spirito e diventare ‘benedizione’ per il genere umano. E quando tutti i popoli si riterranno degni l’uno dell’altro, allora vorrà dire che il Messia sarà arrivato”. Nel suo intervento, Toaff ha ricordato alcuni episodi vissuti insieme al Papa (la visita a Giovanni Paolo II in ospedale, la storico ingresso nella sinagoga di Roma, i tanti colloqui personali), il cui “grande merito” è stato quello di “aver gettato”, insieme con il suo predecessore, “un solido ponte sul Tevere” e di aver chiamato gli ebrei “fratelli maggiori”: “Non primogeniti – ha scherzato Toaff – che nell’ebraismo non godono di buona stampa…”.