La situazione sociale argentina non migliorerà “solo applicando provvedimenti tecnici, ma anche e soprattutto, promuovendo riforme su base umana e morale, che tengano conto di una considerazione etica della persona, della famiglia e della società”. E’ il suggerimento rivolto da Giovanni Paolo II ai vescovi argentini ricevuti oggi e nei giorni scorsi, in separate udienze, per la consueta visita “ad Limina Apostolorum”. Il Papa ha ricordato la situazione di profonda crisi economica, politica e sociale che sta vivendo l’Argentina e ha invitato a compiere un “serio esame di coscienza sulle responsabilità di ciascuno e sulle tragiche conseguenze di un egoismo privo di solidarietà, dei comportamenti corrotti che molti denunciano, della cattiva e imprevidente amministrazione dei beni della Nazione”. In questo momento, osserva il Papa, occorrono “provvedimenti tecnici” in grado di risollevare l’economia e permettere ad ogni argentino di avere il necessario “per svilupparsi come persona e come cittadino”. “Alla Chiesa in quanto istituzione – precisa il Santo Padre – non compete segnalare quali siano le misure più adatte, perché questo è compito dei governanti e degli specialisti delle diverse scienze sociali” però la specifica missione della Chiesa non le impedisce di “offrire la sua collaborazione per favorire un dialogo nazionale tra tutti i responsabili, in modo che ciascuno possa cooperare attivamente per il superamento della crisi”. Da qui la proposta di “riforme su base umana e morale” fondate su valori “come l’onestà, la sobrietà, la responsabilità nei confronti del bene comune, la solidarietà, lo spirito di sacrificio e la cultura del lavoro”. Il Papa invita i vescovi ad accompagnare il proprio popolo nello sforzo di riconciliazione sociale e di costruzione di una pace fondata sulla giustizia: “Con la vostra parola valida e opportuna, e tenendo sempre presenti le esigenze del bene comune, dovete incoraggiare tutti, iniziando dai responsabili della vita politica, parlamentare, amministrativa e giuridica della Nazione, a promuovere condizioni più giuste di vita, lavoro e alloggio”. Il Papa rivolge il proprio pensiero, in particolare, “ai pensionati, ai disoccupati e a tutti quelli che hanno perduto tutto durante le rivolte”, apprezzando il lavoro svolto dalla Caritas e dalle diverse organizzazioni caritative.