Il Forum del terzo settore e del Summit della solidarietà lanciano un appello al Governo affinché le fondazioni di origine bancaria rimangano soggetti del non profit, privati ed autonomi, e non rischino di diventare invece, come previsto da alcuni passi dell’articolo 11 della legge finanziaria, dei soggetti pubblici non più rappresentativi della società civile. La precedente riforma Ciampi aveva infatti, tra le caratteristiche positive, quella di avere, all’interno delle Fondazioni, dei rappresentanti degli enti locali che fossero “espressione prevalente della società civile”. Questo aveva “portato all’equilibrio tra nomine di derivazione pubblica e nomine della società civile”, conferendo alle fondazioni il ruolo che le è proprio, di sussidiarietà. Contro il rischio di assumere invece un ruolo “sostitutivo a quello pubblico” si scagliano quindi le organizzazioni del Forum del terzo settore e del Summit della solidarietà, che in una conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma hanno illustrato le loro ragioni. Edo Patriarca, portavoce del Forum, ha spiegato che verrà resa pubblica “una manifestazione di disappunto in seguito all’impossibilità di aprire un dialogo, più volte sollecitato, con il Governo prima dell’approvazione della legge finanziaria”. “Le maggiori preoccupazioni sollevate dall’art.11 – ha proseguito Patriarca – riguardano l’allargamento delle competenze delle Fondazioni che vanno dall’animazione spirituale all’edilizia, con uno sforamento nei compiti degli enti locali; la preponderanza dei rappresentanti di queste ultime negli organi decisionali delle fondazioni con una presenza forte dell’amministrazione e della politica che smentisce i principi di autonomia e di sussidiarietà; la detrazione dal bilancio nazionale di quanto le fondazioni elargiscono in ogni settore con il risultato di un minore investimento da parte del Governo nell’ambito del sociale”. “Auspichiamo – ha concluso il portavoce del Forum – che almeno in vista della stesura del Regolamento attuativo si apra un tavolo tecnico di consultazione con il Terzo settore in cui si tengano conto delle nostre perplessità e si permetta alle Fondazioni di riprendere il lavoro già avviato in questi anni di dialogo con la società civile”.