IL PAPA AL CLERO ROMANO: NO A “SACERDOTI INDAFFARATI PER TROPPE COSE”

Anche se “la preghiera per le vocazioni è compito di tutta la comunità cristiana”, ha detto il Papa incontrando oggi il clero romano di Roma, “è difficile che una vocazione al sacerdozio nasca senza rapporto alla figura di un sacerdote, senza contatto personale con lui, senza la sua amicizia, la sua paziente e premurosa attenzione, la sua guida spirituale”. “No”, ha affermato quindi Giovanni Paolo II, alla “rassegnazione” e alla “delega”: i giovani non devono vedere “sacerdoti indaffarati per troppe cose, pronti allo scontento e al lamento”, ma preti che testimoniano “la gioia di essere ministri di Cristo, la generosità nel servizio alla Chiesa, la prontezza nel farsi carico della crescita umana e spirituale delle persone”. Solo così, per il Pontefice, i giovani “saranno spinti ad interrogarsi se non possa essere questa, anche per loro, la scelta più bella”. Nell’impegno per “le vocazioni al sacerdozio”, ha fatto presente il Papa, un ruolo importante lo svolgono le famiglie cristiane, che “vanno aiutate a corrispondervi in maniera consapevole e generosa”. Ma anche “ogni parrocchia e comunità cristiana deve sentirsi corresponsabile della proposta e dell’accompagnamento spirituale”, in particolare nell’ambito della catechesi.