IL PAPA AL CLERO ROMANO: VOCAZIONI IN CRISI PERCHÉ SI ATTENUA “L’INTENSITÀ DELLA FEDE

” L’impegno della Chiesa per le vocazioni è “un grande impegno comune” che “chiama in causa i laici come i sacerdoti e i religiosi”, ma anche le famiglie, che “hanno una grande insostituibile missione e responsabilità” a riguardo, le parrocchie e “tutta la pastorale di iniziazione cristiana”. Lo ha detto oggi il Papa, nel tradizionale incontro annuale con il clero romano, invitando i sacerdoti a farsi promotori di “una pastorale che abbia una chiara ed esplicita impostazione vocazionale”. “Il diminuire delle vocazioni – ha osservato il Pontefice – è spesso, in una diocesi o in una nazione, conseguenza dell’attenuarsi dell’intensità della fede e del fervore spirituale”. In questa prospettiva, secondo il Papa, è troppo “facile” l’affermazione che “la scarsità delle vocazioni sarebbe compensata dal crescere dell’impegno apostolico dei laici, o addirittura sarebbe voluta dalla Provvidenza per favorire la crescita del laicato”. Al contrario, invece, “quanto più numerosi sono i laici che intendono vivere con generosità la propria vocazione battesimale, tanto più diventano necessarie la presenza e l’opera specifica dei ministri ordinati”. Giovanni Paolo II si è poi soffermato sulle “difficoltà che ostacolano oggi, a Roma, come in larga parte del mondo occidentale, una risposta positiva alla chiamata del signore”. Prima fra tutte la difficoltà di “concepire e intraprendere grandi e impegnativi progetti di vita, che coinvolgano in maniera non parziale e provvisoria, ma piena e definitiva”, in quanto frutto non soltanto delle proprie scelte personali, ma della “chiamata di Dio”.