IMMIGRAZIONE; CENTRI DI PERMANENZA: CARITAS DI BOLOGNA, “CHE ALMENO CI SIA LA NOSTRA PRESENZA”

La Caritas di Bologna, pur esprimendo “disappunto” per la decisione di aprire un centro di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini in via Mattei (l’apertura era prevista per oggi ma il presidente della Regione ha ottenuto dal governo un rinvio alla settimana prossima per verificare i dettagli sulla gestione del centro), chiede di “potere essere presente all’interno e vicino alle persone”. Il centro è stato oggetto nelle settimane scorse di numerose polemiche e contestazioni da parte di organizzazioni sociali, e della Caritas diocesana, che denunciano le modalità di trattamento di tipo carcerario degli immigrati. “Pur non avendo il potere di contrastare il provvedimento – afferma don Giovanni Nicolini, direttore della Caritas di Bologna -, credo di avere il diritto di essere accuratamente informato sulle condizioni nelle quali dovrebbero vivere le persone trattenute – o detenute? – in questo centro”. Oltre al “disappunto per un provvedimento tanto contrario alla cultura e alle tradizioni spirituali e morali della nostra nazione”, precisa don Nicolini, “sono convinto che il mio dovere sia anche quello di non abbandonare le persone che venissero poste in una condizione tanto penosa”: “Se la cosa si farà – dichiara – io spero e chiedo che la Caritas possa essere presente all’interno e vicino alle persone”. “Nutro la speranza – conclude – che sia possibile dare alle persone un segno di vicinanza che, se non le libera dal male che le stringe, possa almeno indurle a non disperare”.