“Al di là dei fatti contingenti, l’interrogativo di fondo mi pare sia: si vogliono accettare e tutelare i diritti fondamentali di libertà di coscienza e di libertà di religione che sono alla base di ogni forma di convivenza civile e pluralistica?” Questa la dichiarazione ufficiale rilasciata ai giornalisti dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls a proposito delle recenti prese di posizione di esponenti del Patriarcato Ortodosso di Mosca dopo l’istituzione di quattro diocesi cattoliche in Russia. “Questi diritti – precisa Navarro-Valls – comportano che ogni culto sia riconosciuto e rispettato nella sua specifica identità, evitando discriminazioni fra cittadini per motivi religiosi, come del resto è garantito dagli Ordinamenti civili della Federazione Russa”. Nello stesso tempo il Metropolita di Mosca Tadeusz Kondrusiewicz, in una nota ufficiale affidata all’agenzia internazionale Fides, accusa il Patriarcato ortodosso di Mosca di “ingerenza negli affari interni della Chiesa cattolica in Russia”: “Noi siamo convinti che i cattolici della Federazione Russa godono degli stessi diritti dei cittadini che confessano altre religioni, e l’uso legittimo di tali diritti non deve essere messo pubblicamente in dubbio per nessun motivo, né tantomeno diventare oggetto di speculazioni politiche”. Il Metropolita chiede quindi al Patriarcato ortodosso di produrre prove concrete sulle accuse di proselitismo lanciate alla Chiesa cattolica: “Vorremmo sapere chi, dove, quando, in quali circostanze si è reso protagonista o è protagonista di azioni di proselitismo. Purtroppo a tutt’oggi non ci è stato dato di sapere nulla al riguardo, come non c’è stata risposta al nostro invito a sedersi intorno a un tavolo per precisare il significato del termine ‘proselitismo’”.